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sabato 21 maggio 2011

Beady Eye–Different Gear, Still Speeding

beady eyeEcco il tanto atteso ritorno di Liam Gallagher dopo la lite con il fratello Noel che ha portato allo scioglimento degli Oasis nei mesi scorsi. Con la sua nuova band, i Beady Eye tutti i nostalgici del gruppo di Manchester potranno ritrovare gran parte della musica che li fece innamorare degli Oasis. Different Gear, Still Speeding è il titolo del primo album della band che ha già annunciato un secondo lavoro per la fine dell’anno. Liam ha dichiarato che con questo nuovo progetto lavorare è più facile e che la vena creativa è sempre ad altissimi livelli, non ci sarà da aspettare molto per sentire nuovi pezzi, la frecciatina al fratello Noel non è nemmeno troppo velata, qui sto bene e lavoro alla grande p in sintesi il discorso di Liam. E questo non può che farci piacere aggiungerei.
Ecco la lista delle tracce:
  1. Four Letter Word
  2. Millionaire
  3. The Roller
  4. Beatles and Stones
  5. Wind up Dream
  6. Bring the Light
  7. For Anyone
  8. Kill for a Dream
  9. Standing on the Edge of the Noise
  10. Wigwam
  11. Three Ring Circus
  12. The Beat Goes On
  13. The Morning Son
Il nuovo disco è molto ricco, 13 pezzi che spaziano dal rock ‘n roll al rock anni 70, passando per quello anni 60 in un mix di Oasis e brit-pop, dal pezzo melodico alla ballata romantica. Veniamo quindi ad una breve recensione pezzo per pezzo.
  1. Four Letter Word – Un ritorno all’energia che caratterizzò i primi lavori degli Oasis, con la voce beady eye live in nottingham 11 april 2011 liam gallagherinconfondibile di Liam a sostenerlo.
  2. Millionaire – La musica anni 60 ha ispirato molto i fratelli Gallagher in passato e continua a farlo con i Beady Eye in questa canzone dal sapore retrò.
  3. The Roller – Bella ballata che ha il suo punto di forza nello stile e nel carisma di Liam Gallagher.
  4. Beatles and Stones – Niente da aggiungere al titolo, c’è già tutto il pezzo. Beatles e Rolling Stones.
  5. Wind up Dream -  Ottimo brano rock: chitarre, basso e batteria, qualche coretto migliorabile ma va bene così.
  6. Bring the Light – Rock ’n Roll
  7. For Anyone – Ballata tipicamente Oasis, anni 60, veramente molto bella.
  8. Kill for a Dream – Atmosfere quasi celtiche per l’inizio di questo lento, almeno fin quando entra in scena la chitarra elettrica e si torna indietro nel tempo.
  9. Standing on the Edge of the Noise – Si punta agli anni 70 in questo brano, la voce di Liam è perfetta ed il pezzo va alla grande, chapeau.
  10. Wigwam – Restiamo su sonorità anni 70 ma stavolta con un lento.
  11. Three Ring Circus – L’undicesimo è un bel pezzo rock (forse un pò più anni 80 stavolta), cucito ancora una volta ottimamente sulla voce di Liam Gallagher.
  12. The Beat Goes On – Bellissima ballata che oserei già definire in stile Beady Eye, in un connubio tra anni 60, Oasis e Travis.
  13. The Morning Son – Il brano che chiude il disco è un lento che ci trasporta in un’atmosfera tra l’evocativo e il trasognato.
Buon ascolto.

lunedì 5 luglio 2010

Biagio Antonacci - Inaspettata

A tre anni di distanza dall'ultimo lavoro (Vicky Love) ecco un nuovo album di inediti del cantautore milanese, anticipato dal singolo "Se fosse per sempre". Il disco contiene 11 tracce e prevede alcune collaborazioni importanti come quelle con i tre arrangiatori Celso Valli, Michele Canova Iorfida e Guido Style. Nel cd anche un duetto esclusivo con Leona Lewis (inaspettata) e una collaborazione con i Club Dogo (ubbidirò). Ecco come lo presenta Biagio: “Questo mio ultimo lavoro rappresenta per me e per la mia carriera un nuovo modo di affrontare la musica con una matura freschezza che tiene fede al mio passato di cantautore pur volgendo attenzione al mio futuro sia come interprete che come autore”.

Ecco la lista delle tracce:


1. Vivi l'avventura
2. Se fosse per sempre
3. Buon giorno bell'anima
4. Inaspettata (Unexpected)
5. Chiedimi scusa
6. Lei, lui e lei
7. Ubbidirò
8. Resterà di te
9. Questa donna
10. La rarità
11. Migrazione

Ma proviamo a dare un'occhiata ai brani del disco: primo pezzo è Vivi l'avventura che si apre subito con una bella citazione di Vasco (E' la vita ed è ora che cresci da "...Stupendo") ma non va oltre, ad un testo discutibile si aggiunge una musica che parrebbe voler essere psichedelica, vorrebbe...Se fosse per sempre, il singolo che ha fatto da apripista all'album è un classico pezzo alla Antonacci. Una buona melodia legata ad un ritornello che resta impresso; una ninna nanna d'amore.
La terza traccia Buon giorno bell'anima è una canzone che parte con un parlato quasi sussurrato, poi parte direte voi, non proprio, o meglio prova a partire ma non convince, si ferma e riprova un paio di volte ma qualcosa non funziona probabilmente nel testo.
Inaspettata è il tanto atteso duetto con Leona Lewis e non delude le aspettative, il brano non sembrerebbe di quelli indimenticabili, ma l'unione delle due voci ha un effetto che fa guadagnare punti a tutto il pezzo, grinta e ritmo lo rendono una piacevole sorpresa.
Chiedimi scusa è ancora un pezzo lento ma che esce alla distanza e fa uscire tutta la grinta e la rabbia migliori di Biagio. Il sesto brano Lei, lui e lei è il meno riuscito del disco, canzone piuttosto ambigua (si capisce dal titolo) di cui sinceramente non si sentiva la necessità. Una caduta d'intensità e stile. Peccato.
Ma è col settimo brano, Ubbidirò che il disco ha una impennata verso l'alto. La canzone è un ennesima variazione sul tema dell'amore, in particolare sulla dipendenza che creerebbe. A farne un buon pezzo è soprattuto la collaborazione con i Club Dogo, esperimento veramente ben riuscito.
Resterà di te è un buon pezzo ritmato, con un testo forse banale ma che prova a trovare una nuova forma al modo di scrivere di Biagio. La volontà cos'è si chiede Antonacci in Questa donna. Molto blla la melodia e peretto il tsto, qui si riconosce finalmente il cantautore isprato dei bei tempi. La rarità è a mio avviso il pezzo migliore dell'album, c'è tutto Biagio, ritmo, melodia trascinante e testo non banale. Asslolutamente da ascoltare. Il brano che chiude l'album, Migrazione è un super-lento, esattamente l'opposto el pezzo precedente come caratteristiche, ma non meno valido. Introspettivo e delicato quanto aggressivo ed estroverso il precedente.  
 

mercoledì 7 aprile 2010

Amy Macdonald - A Curious Thing

Dopo il singolo Don't Tell Me That It's Over, che ha riscontrato un buon successo in diversi paesi ecco finalmente la pubblicazione del secondo disco della cantautrice, A Curious Thing. A tre anni di distanza dal primo disco This is the life (con il grande successo del singolo omonimo) questo nuovo lavoro suona più grande e più «prodotto». La ragazza da Bishopbriggs  affronta il tema del ritrovarsi sotto i riflettori. Alcune tracce descrivono i pericoli derivanti dalla fama e la nostra cultura ossessionata dalla celebrità e dal culto della personalità.
Come il suo predecessore, A Curious Thing è caricato con cuore, melodie musicali che scavano nella coscienza e che in qualche modo riescono a passare ad un livello più profondo. La principale differenza tra questo album e il suo debutto è che il suono si sente ora più pieno ed è chiaro che non siamo più solo in presenza di una ragazza e la sua chitarra. I momenti tristi prevalgono su quelli luminosi. Tuttavia, dopo aver colpito il cuore di un ascoltatore con il nostalgico Amore, Amore (Love, Love) disperato e Give It Up , Amy finisce ancora l'album in un modo più ottimistico con Your Time Will Come , e cosa significa per me la felicità (What Happiness Means to Me).

Ma vediamo brevemente come suona il disco traccia dopo traccia:
1.Don't Tell me That it's over – Straordinario singolo di lancio per Amy che non fa rimpiangere la famosissima “This is the life” del primo album. Canzone veloce con un ritmo incalzante ed un ritornello che resta dentro.

2.Spark – Ballata classica con bei cambi di ritmo che si susseguono trascinati dalla voce di Amy.

3.No Roots – Primo lento del disco? Non fatevi ingannare dall'incipit. L'anima rock della giovane cantante scozzese esce dopo i primi istanti e dimostra che sa il fatto suo.

4.Love Love – Canzone veloce la numero quattro, nell'ormai riconoscibile stile della MacDonald. Melodia convincente supportata da una musica grintosa e indiscutibilmente rock.

5.An ordinary life – Concessione al pop rock con questo bel pezzo veloce e ritmato che dimostra la versatilità e la ricerca musicale della cantante britannica. Canta con grinta e convinzione. Uno brani migliori dell'album.

6.Give it all up - Spazio alla chitarra elettrica una convincente ballad di rara capacità emozionale.

7. My only one – Eccolo il lento dell'album. La voce di Amy regala delicati momenti d'evasione e dolcezza.

8.This pretty face – Quasi country jazz questo pezzo, ci regala una canzone diversa ma credibile nell'interpretazione della cantante di Glasgow che conferma la sua ecletticità.

9.Troubled soul – Secondo lento e seconda prova superata brillantemente. Musica in crescendo, parte quasi spoglia, solo voce poi arrivano gli strumenti, e la melodia prende sempre più corpo tra sogno e malinconia.

10.Next Big Thing – Traccia che riporta la nostra cantante verso un rock veloce e spumeggiante (si può sentire un leggero ricordo di Blondie) che sembra essere il terreno in cui si trova maggiormente a suo agio nonostante la capacità di padroneggiare molti generi. Questa è casa sua e si sente.

11.Your time will come – Brividi...emozione. Da ascoltare. Può ricordare la musica dei Travis ma lo stile di Amy MacDonald ormai è riconoscibile.

12.What happiness means to me – Chiusura piano e voce. Si avvicina a Katie Melua e Norah Jones e ma non sfigura nel paragone. La parte musicale rimanda agli ultimi Muse per il richiamo alla musica classica. Terza parte o ghost track unplugged, chitarra e voce.
 
La cantante scozzese Macdonald ha una voce chiara e pura e scrive semplice, elegante, piacevole mescolando canzoni con melodie e testi che arrivano al cuore. Speriamo di non dover attendere altri tre anni per risentire nuove canzoni, intanto godiamoci fino in fondo questo album della brava e bella cantante scozzese.

Buon ascolto. Alla prossima.

martedì 9 febbraio 2010

Gianluca Grignani - Romantico Rock Show

A tre anni dall'ultimo lavoro riecco Gianluca Grignani. Il cantautore milanese ritorna con un cambio di casa discografica (Sony Music) e dodici canzoni dodici nuove nuove. Prodotte, arrangiate, registrate e anche missate da Gianluca Grignani e da Andrea Tripodi, nel nuovo studio, Fabbrica del Suono
La prima cosa che colpisce all'ascolto è la sensazione che sia tornato il cantante dei primi dischi con una ispirazione rinnovata, con soprattutto il ritorno ad una musica più rock senza perdere però le caratteristiche peculiari che lo hanno caretterizzato nella sua ormai lunga carriera (è il decimo album per Gianluca). Il titolo è quantomai azzeccato, una perfetta miscellanea di rock e romanticismo, introspezione e voglia di condividere (lo Show del titolo).


Ecco l'elenco delle tracce:

1. Sei Sempre Stata Mia

2. Piu' Veloce Del Suono
3. Romantico Rock Show
4. Un Anno Come Un'Ora
5. Piu' Fragile
6. Rimani Acqua Di Mare
7. Sei Unica
8. Amica Mia
9. Non Ho Piu' Fiducia
10. Come Solo Tu
11. Le-ro-la

Più veloce del suono - Un bel rock per aprire il disco, non ne faceva da tempo ma non ha perso l'ispirazione. Bisogna morire vivendo, canta Grignani, vivere a tutta velocità senza perdere nulla, assieme a chi si ama.

Romantico Rock Show - Torna all'introspezione ed al romanticismo a lui (ed a noi) tanto cari. Una canzone che è una dichiarazione d'amore e d'intenti. Cantata a tutta voce con un trasporto di cui solo Gianluca Grignani è capace.

Sei sempre stata mia - Singolo di lancio dell'album, nel classico stile "Grignani" che associa una melodia orecchiabile ad uno stile di canto che ormai è un marchio di fabbrica. Il testo non è originalissimo ma piace ugualmente.

Un anno come un'ora - Ancora verso un suono più rock in questa quinta traccia e sempre più a suo agio in questa veste che sembrava aver abbandonato nei lavori precedenti. Il tempo è relativo ci dice Gianluca, un anno come un'ora e quello che non c'era oggi è diventato vita vera.

Il più fragile - Riprende il tema dell'allucinazione "c'è un bel film ma non lo guardo ed in quella foto vedo solo te". Resta rock ma più riflessivo, con un testo in cui tutti ci potremmo riconoscere. Musicalmente molto ben costruita, grande Jocker!

Rimai acqua di mare - Rallenta un pò ma ci vuole, una canzone in cui si commenta un amore finito cercando di capire dove si sia sbagliato. Non volendo arrendersi alla sua fine.

Sei unica - se non esistessi tu ti dovrei inventare ma ti farei così perchè tu sei così sei unica"

Amioca mia - Secondo pezzo lento del disco. Affronta il tema dell'amicizia dell'aiuto reciproco di fronte alla vita con le nostre mille fragilità, ma affrontandola insieme "non si annega in un mare di dolore amica mia".

Non ho più fiducia - Il titolo dice già tutto, risale il ritmo in un pezzo da ascoltare e meditare.

Come solo tu - Terzo ed ultimo lento (ma non troppo). Di fronte a chi si ama si è spesso disarmati. Tutto le gira attorno, ai suoi movimenti, ai suoi sguardi.

Le-ro-la - Chiude l'album una canzone stralunata, bellissima invenzione del nostro Jocker. Una frase per il tutto: le ro la quello che ho da dire eccolo qua.

venerdì 8 gennaio 2010

CARMEN CONSOLI - ELETTRA

Dopo tre anni di attesa ecco il ritorno di Carmen Consoli con un nuovo disco di inediti: Elettra. Il settimo disco della cantantessa siciliana porta con se sonorità mediterranee, atmosfere arabeggianti, ritmi incalzanti sfondo di drammi personali e “di paese”. Alla ricerca delle proprie radici, della propria storia (uso del dialetto in “A Finestra”. Carmen ha smesso gli abiti da impertinente cantante rock, talvota felice, altre confusa e spesso isterica, per degli altri decisamente più comodi, morbidi, da indossare durante pomeriggi d'estate non afosi, in luoghi con vista sul mare, sotto un gazebo magari, con un bel libro tra le mani e profumo di aranci in fiore che pervade l'aria.





Elettra ecco la lista delle tracce:

"Mandaci una cartolina"
"Perturbazione atlantica"
"Non molto lontano da qui"
"Mio zio"
"Sud est"
"Marie ti amiamo"
"A finestra"
"Col nome giusto"
"Elettra"
"Ventunodieciduemilatrenta"

Carmen Consoli non ha fatto mistero di quanto questo suo nuovo album sia stato fortemente segnato dalla morte del padre. A lui sono dedicate le prime parole del disco, quelle di “Mandaci una cartolina”, e anche la figura scelta per il titolo rimanda a questo: il complesso di Elettra, in psicanalisi, è l’innamoramento della figlia per il padre, speculare femminile del più noto complesso di Edipo. Il disco mostra un mondo ed un modo di vedere le cose che richiama usi e costumi di un tempo ma non per questo meno affascinante anzi, spazia dalle storie delle “buttane” alla piazza di paese vista dalla finestra (“A finestra”) a storie di abusi (“Mio zio”) e ci mostra un mondo diverso che sembra lì li per scomparire. Ma è veramente così? sembra chiedersi e chiederci Carmen.

Un disco certamente riflessivo, non rock ma non per questo “lento”. Ballate arrangiate in modo sopraffino e delicato sanno portarci in viaggio un percorso fra i vicoli di un paese siciliano, con i suoi profumi i suoi rumori, le sue voci. Con un suo stile riconoscibilissimo, sia a livello linguistico (sempre attenta alla ricerca delle parole giuste), sia sonoro, sia interpretativo (bella anche la collaborazione con Franco Battiato in “Marie Ti Amiamo”). Un disco davvero da ascoltare questo "Elettra", con melodie da vivere e scoprire traccia dopo traccia, testo dopo testo.



Buon ascolto.

mercoledì 2 dicembre 2009

Giusy Ferreri - Fotografie


Ad un anno dall'album d'esordio di Giusy Ferreri, il fortunatissimo "Gaetana" eccola tornare con una sorpresa. Un disco di cover italiane e straniere che vede la collaborazione di Tiziano Ferro negli adattamenti dei testi e nella scelta stessa dei brani. L'appuntamento per l'album di inediti è perl'autunno prossimo: "Tra un anno esatto pubblicherò il mio primo album di inediti", racconta la cantante al settimanale 'Gente'. E ancora una volta ad affiancarla ci sarà ancora Tiziano Ferro: "Dopo avermi aiutato per questo nuovo album, sarà lui il primo ad ascoltare le mie nuove canzoni" aggiunge "Sto anche pensando di disegnare io stessa la copertina del mio prossimo album". Non vediamo già l'ora, ma intanto c'è questo disco da ascoltare e riascoltare.


Dunque, il titolo è “Fotografie” -

Tracklist
1. Ciao amore ciao
2. La magia e’ la mia amante (I was made to love magic)
3. Il mare verticale
4. Ma il cielo e’ sempre piu’ blu
5. Estate
6. Come pensi possa amarti (Como quieres que te quiera)
7. E di amare te
8. Con una rosa
9. Piccolo villaggio (Vilarejo)
10. Besame mucho
11. Yesterdays

Come ne parla Giusy? Così “Credo che le belle canzoni, rivisitate, possano funzionare molto bene ed essere molto gradite dal pubblico nel dargli la possibilità di conoscere ciò che ascolto e venire a contatto in questo modo con un nuovo aspetto di me”. “È un album – racconta Giusy - che nasce dall’esigenza artistica di potermi confrontare con cantautori di elevato spessore. La scelta dei brani rappresenta parte del mio bagaglio musicale, che si è evoluto nel tempo e che in mie precedenti esperienze musicali ho avuto il piacere di interpretare”.

Parliamo delle canzoni, tutte splendide come “Vilarejo” (qui “Piccolo villaggio”) della cantautrice brasiliana Marisa Monte, “Como Quieres Que Te Quieras” (qui “Come pensi possa amarti”) di Rosario Flores, “I was made to love magic” (“La magia è la mia amante”) di Nick Drake, “Besame mucho” di Consuelo Velzquez e “Yesterdays” di Jerome Kern. Il repertorio italiano spazia invece da canzoni storiche come “Ciao amore ciao” di Luigi Tenco, “Estate” di Bruno Martino, “E di amare te” di Iva Zanicchi (l'originale è di Charles Aznavour), si passa alla straordinarimente attuale “Ma il cielo è sempre più blu” di Rino Gaetano.


Ecco a proposito di questa canzone che fa da apripista all'album sulle radio, quanto dichiarato da Giusy: “Interpretare questa canzone non è stato per niente facile. Il grande Rino Gaetano cantava questo brano con estrema verità, mista a sarcasmo e ad un timbro vocale che sembra quasi uno schiaffo di parole in faccia alla società che lui raccontava. Reinterpretare oggi questo brano significa prima di tutto rendersi conto che quei temi che lui cantava sono ancora, purtroppo, attuali e io ho cercato di ricantare le sue parole con tutta l’ironia, la rabbia, l’energia e la profondità che potevo… Spero di esserci riuscita”.







Arriviamo poi ad episodi più attuali e di nicchia come la meravigliosa “Con una rosa” di Vinicio Capossela e “Il mare verticale” di Paolo Benvegnù. Che dire, tutto il disco mostra, se ancora qualcuno avesse dei dubbi, ancora una volta le grandi doti da interprete di Giusy Ferreri, riesce a rendere proprie le canzoni che canta, ne esalta le sfumature e l'intensità. Da ascoltare assolutamente!

domenica 8 novembre 2009

Samuele Bersani - Manifesto Abusivo



Finalmente nuovo disco per Samuele Bersani, dopo troppi anni è uscito da poco “Manifesto Abusivo”, 11 nuove tracce per i fan del cantautore romagnolo.
Il disco deve essere ascoltato più volte, le canzoni hanno bisogno di essere digerite, non è un album “ascolta e getta” se mi consentite l’espressione. Le tracce sono fotografie, ritratti di ciò che accade, di ciò che ci circonda, da una prospettiva, quella di Samuele, spesso controcorrente e comunque mai banale.

Ecco le tracce con una mia breve recensione, nel mio piccolo dico la mia, se avete opinioni da aggiungere c'è lo spazio per i commenti.

1.Un periodo pieno di sorprese – Traccia che apre il disco, un sound classico alla Samuele Bersani oserei dire. Affronta il mondo con disincanto, con sorpresa quasi chiedendosi che strada abbia preso dove stia andando…

2.Pesce d’aprile – Canzone dal testo surreale, ma non tanto, basta leggere i giornali o navigare un po’ in rete, segue il discorso cominciato con la prima traccia. Cito un passo che racconta bene il brano “è come vivere in un pesce d’aprile”.

3.Lato proibito – Ognuno di noi ha un lato che non mostra, un angolo da proteggere forse, non brutto, non particolare, ma proprio, da scoprire per scoprirsi.

4.A Bologna – Splendida canzone d’amore dedicata alla città adottiva di Bersani, Bologna, con i suoi pregi e con tutti i suoi difetti cantati però con un profondo sentimento d’affetto che traspare evidente ascoltandola.

5.Anche Robinson Crusoe

6.Ferragosto – Primo singolo estratto dall’album, in radio da quest’estate, già cantato da Sergio Cammariere e incluso nell’album “Sul sentiero” del 2004.
7.Manifesto abusivo – Brano che da il titolo al disco … difficile classificare la canzone e non provo nemmeno. Ad un certo punto canta “non vorrei scambiare questa Terra con altri pianeti”…che dire niente parole, è da ascoltare!

8.Valzer nello spazio – Una favola in poesia

9.Ragno – Brano di e con Angelo Conte (cantante e attore), anche qui c’è poco da dire, ascoltare per capire. C’è una parte in romanesco pure.

10.Fuori dal tuo riparo

11.16:9 – Canzone ritratto di una ragazza incontrata per strada.

Una cosa appare chiara e ve ne accorgerete ascoltando il cd, lo stesso Samuele ha dichiarato in varie interviste di essere stufo dello schema strofa-ritornello-strofa-ritornello e le canzoni del disco rispecchiano questo proposito. Difficili quindi ma hanno solo bisogno di più tempo per arrivare al cuore, con un po’ di pazienza vi conquisteranno. Certo, manca la hit scala-classifiche ma già dopo i primi ascolti non se ne sente proprio il bisogno.

Buon ascolto.

sabato 31 ottobre 2009

Noemi – sulla mia pelle


Bellissima prova d'esordio per la rivelazione della seconda stagione del talent show di raidue X-Factor. Dopo l’ep pubblicato a ridosso della sua uscita dalla trasmissione (l’omonimo Noemi con la meravigliosa Briciole) che è servito per centrarla meglio come artista e come genere, in questo primo vero album azzecca la strada migliore per lei e la intraprende con entusiasmo ed un’energia straordinari. Una voce particolare, graffiata quando serve eppure potente che da intensità se possibile maggiore agli splendidi testi.


Sulla mia pelle



          1. All'infinito – Canzone da cantare a squarciagola, lasciandosi prendere dalle parole.

          2. L'amore si odia - Entusiasmante esordio accanto ad un “mostro sacro” della musica italiana quale è Fiorella Mannoia. Noemi non sfigura affatto.

          3. Non so amare di più - Ritmo diverso che punta al blues ed alle emozioni

          4. Tutto questo scorre – Concessione ad un pezzo più danzereccio ma non banale nel testo, da ballare con gli amici, un ritornello trascinante “tutto questo scorre e ci porta via”. Da ascoltare con i bassi a palla.

          5. I sentimenti – Canzone a tema sui sentimenti, ripercorre una storia con trasporto emozioni e sensazioni di una vita. Struggente perla della giovane promessa italiana.

          6. Comunque ti penso – Brano che racconta l’amore la sua fine tormentata, le difficoltà di comunicazione, e di comprensione dei propri sentimenti. Contiene un omaggio a De Gregori “non c’è niente da capire”.

          7. Petrolio – Secondo lento dell’album, ha bisogno di più ascolti, rallenta il ritmo ma non lo fa cadere.

          8. L’addio – Traccia che da un senso di liberazione, di libertà, fa allargare le braccia al mondo senza paura e senza timori. Sono qui, sono io, e non ho paura, non più.

          9. Per colpa tua – Torna prepotente l’energia di Noemi, una canzone grintosa e rabbiosa ma dal ritmo coinvolgente, anche nel testo. Alzerete il volume al massimo, soprattutto in macchina.

          10. Sulla mia pelle – Canzone che da il titolo al disco, splendida chiusura di un esordio che ricorderemo a lungo.

          sabato 10 ottobre 2009

          She wolf – il ritorno di shakira



          Dopo un'attesa durata quattro anni (l’ultimo disco Oral Fixation vol.2 è datato 2005) finalmente ritroviamo l'artista colombiana alle prese con un nuovo album, intitolato She Wolf (lupa). "Il significato che sta dietro la scelta della lupa è che rappresenta come mi sento io oggi, più a contatto con la mia femminilità", ha raccontato la cantante ad un incontro con i giornalisti a Milano. "Mi sento una donna più libera, padrona della mia vita, che sa quello vuole e si prende la sua libertà". "She Wolf vuole raccontare la situazione che vive la donna, la lotta con le limitazione che la società impone, che spesso ci tiene in una gabbia dorata", ha raccontato ancora la cantante.
          "Una volta mi chiedevano se ero femminista e io dicevo di no, ora penso di aver sbagliato", ha aggiunto, sottolineando che "questo album è scritto da una prospettiva femminile".

          Veniamo al disco, le tracce sono 12

          1. She Wolf - 3:08 (Shakira, John Hill, Sam Endicott)
          2. Did It Again - 3:12 (Shakira, Pharrell Williams)
          3. Long Time - 2:55 (Shakira, Pharrell Williams)
          4. Why Wait - 3:41 (Shakira, Pharrell Williams)
          5. Good Stuff - 3:16 (Shakira, Pharrell Williams)
          6. Men In This Town - 3:34 (Shakira, John Hill, Sam Endicott)
          7. Gypsy - 3:18 (Shakira, Amanda Ghost, Ian Dench, C. Sturken, E. Rogers)
          8. Spy - 3:27 (featuring Wyclef Jean) (Shakira, Wyclef Jean)
          9. Mon Amour - 4:04 (Shakira, Albert Menedez, John Hill, Sam Endicott)
          10. Lo Hecho Está Hecho - 3:12 (Shakira, Jorge Drexler, Pharrell Williams)
          11. Años Luz - 3:41 (Shakira, Jorge Drexler, Pharrell Williams)
          12. Loba - 3:08 (Shakira, Jorge Drexler, John Hill, Sam Endicott)

          Il cd apre con il singolo, già in onda da qualche mese sulle radio e le tv musicali, She wolf, canzone che segna un radicale distacco dalle precedenti performances dell'artista, più aggressiva, alla scoprerta dell'elettronica e della sua fisicità e femminilità. Segue Did it Again, canzone che resta sul tracciato segnato dalla prima traccia, pop ed elettronica. Long Time apre ricordando vagamente i ritmi della Tortura e si apre al ritmo (perdendo un pò in melodia a dire il vero) in un confondersi di danze tribali e danze orientaleggianti. Why wait ci tiene sempre in oriente fra odalische e danzatrici del ventre ma con l'i-phones. Restiamo ancora in un ambiente orientaleggiante con Good Stuff ma con suoni che richiamano pure gli anni80 (o meglio i videogiochi di quegli anni) la canzone però regge bene grazie alla voce di Shakira (la melodia è difficile da identificare). Siamo pienamente negli anni 80 con Men in this town, quasi dance questo pezzo, non lascia fermi, trascina (la sua voce vi stupirà qui). Gypsy ci teletrasporta in sud america in volo sopra le foreste vergini, nel genere cui ci aveva abituati Shakira con i suoi lavori precedenti e forse a lei più congeniale. Spy ripropone un duetto con Wyclef Jean dopo la fortunatissima Hips don't Lie e sposta Shakira su tonalità più black e non sbaglia affatto. Mon amour a dispetto del titolo è un bel rock veloce che esalta le doti canore e ritmiche di Shakira, uno dei pezzi migliori dell'album. Lo hecho està hecho riporta Shakira a cantare nella lingua madre, un pezzo ritmato ma poco melodico (riprende e svolge il discorso iniziato con Good Stuff). Anos Luz ci riporta in oriente fra kasbe e profumi di spezie. Chiude l'album Loba, versione spagnola del singolo d'apertura (She Wolf). Il disco in conclusione è piacevole, forse lascerà un pò incerti i fan della star latinoamericana, ma mostra la sua ricerca di nuove strade e nuove forme espressive, a volte riuscendoci a volte meno. E' certamente un album in cui si è voluta privilegiare la parte ritmica e "danzereccia" su quella melodica. Vista la buona prova rock di mon amour non mi stupirei se quella fosse la nuova strada di Shakira. Una nota al nuovo look, c'è il rischio di scopiazzare la "star" per eccezione (Veronica Ciccone) e sarebbe un peccato visto il talento di Shakira, va bene riscoprire la propria femminilità e la capacità di sedurre e provocare, ma c'è sempre il rischio di andare oltre. Se volete ballare e trascorrere qualche minuto d’evasione è il disco giusto per voi.

          lunedì 5 ottobre 2009

          Muse – The resistance


          Ecco uno degli album più attesi dell'anno, il ritorno dei Muse dopo Black Holes and Revelations del 2006; The Resistance.

          La band di Matthew Bellamy si ripresenta con un album ambizioso e coraggioso. Il gruppo va alla ricerca di nuove forme espressive e comunicative senza però perdere mai di vista ne l'obiettivo ne il punto di partenza. Riesce a fondere il rock alternativo del lavoro precendente assieme a musica sinfonica e classica, con un doveroso tributo ai Queen che già negli anni 80 avevano intrapreso questa strada.

          Le tracce sono undici (l'album non è molto lungo purtroppo anche se 54 minuti non sono nemmeno pochi a dir la verità, forse non si vorrebbe mai finissero i loro album), le ultime tre compongono un'unica opera:

          01 - Uprising

          02 - Resistance

          03 - Undisclosed Desires

          04 - United States Of Eurasia (+ Collateral Damage)

          05 - Guiding Light

          06 - Unnatural Selection

          07 - Mk Ultra

          08 - I Belong To You (+ Mon Coeur S'Ouvre A Ta Voix)

          09 - Exogenesis Symphony Part1 (Ouverture)

          10 - Exogenesis Symphony Part2 (Cross-Pollination)

          11 - Exogenesis Symphony Part3 (Redemption)

          Il brano d'apertura è difficile da raccontare, è un bel rock vivace, forse la traccia meno “alternativa” dell'opera, si passa poi ai brani più evocativi, in Resistance siamo sul Nautilus, una base sonora alla Children (Robert Miles) su cui costruire una struttura tipicamente Muse (non saprei come altro definirla) ma vestita di colori nuovi per arrivare quasi alla speranza, ma tornando prima di incontrarla accanto al capitano Nemo.

          La terza traccia è quella più debole secondo me, somiglia alle sonorità delle boyband della fine anni 90 con passaggi di elettronica anni 80 (Depeche Mode su tutti). Ma è United States of Eurasia la chicca, qui esplode in tutto il suo vigore l'omaggio ai Queen, in un brano che lega spettacolarmente atmosfere alla Lorence d'Arabia con melodie composte alla Bohemian Rhapsody e alla Bicycle Race.

          Si passa poi attraverso Guilding Light dove l'approccio alla U2 prende forza nello stile evocativo di Bellamy e soci e si arriva a Unnatural Selection, dove la band ritorna al suo sound originale, ma in una veste stavolta meno cupa e non per questo meno potente nella sua drammaticità, il sound di Black Holes and Revelations resta pure nella settima traccia, probabilmente la canzone più “alla Muse” del disco (ed una delle migliori fra l'altro).

          Con I belong to you si torna alla sperimentazione pura, Bellamy ci fa fare un viaggio in Francia, accompagnati da Jay Kay, come avrete capito l'approccio è funky stavolta, ma il sound resta miracolosamente intatto, si passa attraverso la canzone d'autore francese per tornare poi ai Jamiroquay.

          Capitolo a parte le tre parti dell' Exogenesis Symphony:

          1. L'apertura operistica lascia spazio ad atmosfere evocative di scontri epici ed apocalittici alla Blade Runner;

          2. Qui ci troviamo catapultati negli anni 30, in un locale fra sigari e ballerine col caschetto, la musica trascina improvvisamente in una corsa folle fra le stelle (alla 2001 Odissea nello Spazio) per poi placarsi riposandoci a terra fra nebbia e musica rarefatta.

          3. L'ultima parte ci porta nel '700, assieme ad una famiglia aristocratica mentre fuori dal palazzo c'è la neve...veniamo gettati poi in una grande città moderna, giù in strada tutto scorre, tutti corrono, tutto passa ed evolve in continuazione...ma ci vediamo...riflessi nel vetro della finestra...e di nuovo la neve fuori scende piano.

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