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lunedì 5 settembre 2016

Santa Madre Teresa di Calcutta: dal divorzio viene la povertà più grande. L'uomo non osi dividere ciò che Dio ha unito.

Santa Madre Teresa di Calcutta, una testimone senza paura della bellezza del Vangelo. Riporto qui di seguito una sua presa di posizione forte contro il divorzio.


Lettera circolare di Madre Teresa di Calcutta in occasione del referendum irlandese sul divorzio del 1996 



Caro popolo d’Irlanda,

prego assieme a voi in questo tempo importante nel  quale la vostra nazione sta decidendo sulla questione della legge del divorzio.

La mia preghiera è che voi siate fedeli all’insegnamento di Gesù: «L’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie ed essi diventeranno una sola carne. Ciò che Dio ha unito, non venga diviso da nessuno».

I nostri cuori sono fatti per amare, un amore che non è solo incondizionato, ma anche duraturo.

Quale è il significato del vero amore nel matrimonio?

Un uomo e una donna che veramente si amano, non prometteranno mai nel momento del matrimonio “ti amerò e sarò fedele per un po’”. Essi promettono sempre “ti amerò per sempre e sarò fedele a prescindere da quello che succederà o da quello che farai”.

Rompere la promessa del matrimonio di essere fedeli fino alla morte non è solamente contro il vero amore, ma ferisce in modo particolare i bambini.

I nostri bambini dipendono da noi in tutto: salute, educazione, cura, valori, guida e soprattutto amore. Ma in alcuni casi, la madre e il padre non hanno tempo per i loro figli, oppure l’unità dei genitori è infranta e così i figli lasciano la casa e vagano di qui e di là, e il loro numero aumenta di giorno in giorno.

Gesù si è donato sulla croce, perché era ciò che doveva fare per amarci e salvarci. Se un padre e una madre non sono disposti a donarsi fino a soffrire per essere fedeli reciprocamente, ed essere fedeli ai loro figli, essi non  mostrano ai loro figli cosa significhi amare. E se i genitori non mostrano ai figli cosa sia l’amore, chi altro glielo mostrerà? Questi bambini cresceranno spiritualmente poveri e questo genere di povertà è molto più difficile da superare rispetto a quella materiale.

È vero che molte famiglie hanno sperimentato tanta sofferenza a causa di violenze, alcolismo e abusi che hanno spesso portato a una rottura del rapporto. Se i membri di una famiglia pregano assieme, resteranno assieme. E se stanno assieme, si ameranno l’un l’altro come Dio ama ciascuno di loro. Il frutto della preghiera è gioia, amore, pace e unità nella famiglia e questo sarà un esempio di amore per i bambini e per i vicini di casa. E cosi non ci sarà bisogno del divorzio.

Come possono gli sposi rinunciare l'uno all'altro se si amano l'un l'altro? Il divorzio rompe, distrugge e causa terribili tentazioni. E causa anche sofferenze e dolori al cuore, ai bambini e all’intera famiglia. Il divorzio è uno dei più grandi uccisori della famiglia, dell’amore e dell’unità.

Se per qualche ragione gli sposi devono vivere separati, ciò non ha niente a che far col divorzio.

Quando un Paese permette il divorzio, il danno non è fatto solamente alle famiglie che vengono distrutte da esso. Il danno è fatto all’intera società, perché permettere il divorzio dice alle persone che la promessa del matrimonio non è di essere fedele “fino a che la morte non ci separi” ma solo “fino a che il divorzio non ci separi”. Ma ciò è molto diverso da quanto Gesù ci ha insegnato rispetto al matrimonio: “Ciò che Dio ha messo insieme, nessuno si permetta di  dividerlo”.

So anche che nel mondo ci sono grandi problemi, che molti sposi non si amano abbastanza da essere fedeli fino alla morte. Noi non possiamo risolvere tutti i problemi del mondo, ma non permettiamo mai che si introduca il peggiore problema di tutti che è distruggere l’amore. E questo è ciò che facciamo quando diciamo alle persone sposate che possono divorziare e andare con qualcun altro.

Inoltre, un Paese che accetta il divorzio avrà sempre più famiglie separate e ciò condurrà ad una maggiore disunione… e a maggiori disunioni in altre famiglie. Questo non solo perché il divorzio è un distruttore d’amore, unità e pace, ma anche perché i divorziati si sentono soli e spesso trovano amici della loro età che solitamente sono sposati. Questo genere di amicizia rompe altri matrimoni e ciò andrà  semplicemente avanti.

Un Paese non dovrebbe mai introdurre, per la ricerca di benefici e ricchezze materiali, la più grande povertà che è quella spirituale. E questo è ciò che accade introducendo il divorzio, che distrugge l’amore nella famiglia.

Ricordiamoci che il divorzio non è sbagliato solo per i cattolici. È sbagliato per tutti, perché è contro l’amore tra un uomo e una donna intraprendere un tipo di matrimonio nel quale essi promettono di essere fedeli “fino a che divorzio non li separi”.

Preghiamo. La gioia di amare è la gioia di condividere la vita come Maria e Giuseppe, durante il tempo della sofferenza e della difficoltà, stare insieme nell’amore, nell’unità e nella fiducia. Possa questo essere oggi un esempio per tutte le famiglie.

Prego che l’Irlanda, votando “No” al divorzio, continui ad essere un segno di unità, di amore e di pace per il mondo, specialmente di pace nel luogo nel quale essa deve iniziare, la famiglia. Pregate sempre insieme e starete insieme e vi amerete l’un l’altro come Dio ama ciascuno di voi.

Preghiamo. Dio vi benedica.

domenica 12 gennaio 2014

Un dramma dei nostri tempi. Il divorzio. "Se fossi vissuto sempre in Italia probabilmente sarei un divorzista." (Piero Ottone)

Che uno sia favorevole o meno all’istituto giuridico del divorzio, non si può non riconoscere che esso è sempre un dramma, una ferita, che non si rimargina, e che si ripercuote ogni anno, su migliaia e migliaia di figli. Il divorzio, la convivenza e le famiglie allargate rovinano la vita di molti bambini, spesso "privati dell’appoggio dei genitori, vittime del malessere e dell’abbandono", e "che si sentono orfani non perchè figli senza genitori, ma perchè figli che ne hanno troppi".


Argomento difficile da trattare soprattutto se si è critici nei quoi confronti. Ma vogliamo farlo proponendo un punto di vista laico che conferma il fatto di come si possa essere contrari al divorzio anche senza essere credenti, cattolici. Riprendiamo in mano un brano del laico Piero Ottone, direttore liberale e laico del Corriere della Sera, che nel 1964 (si discuteva allora della legalizzazione del divorzio) scriveva:

Se fossi vissuto sempre in Italia probabilmente sarei un divorzista. Ho invece trascorso una quindicina di anni in paesi nei quali vige il divorzio (sappiamo del resto che vige quasi ovunque). Sulla base di quel che ho visto e sentito, ho acquistato alcune convinzioni che cercherò di riassumere, e che sono, comunque, contrarie al divorzio…non perché contrasti con la morale cristiana, che rispetto, ma che non intendo prendere in considerazione.

 Bensì perché lo ritengo nocivo, nel complesso, alla società… Il divorzio ha il vantaggio di riparare l’errore di un matrimonio sbagliato e permette di ricominciare. D’accordo. Ma presenta anche uno svantaggio che è, a mio avviso, ancora maggiore. Esso uccide, o riduce fortemente, la volontà dei coniugi di compiere ogni possibile sforzo per salvare un matrimonio pericolante. Dobbiamo ricordare innanzitutto che ogni matrimonio, prima o dopo, corre qualche serio pericolo. Uomini e donne sono troppo diversi gli uni dagli altri per andare costantemente d’accordo…Che cosa succede in questo momento pressoché inevitabile in qualsiasi unione matrimoniale, se esiste la possibilità del divorzio? Quel che succede l’ho visto in Inghilterra, in Germania, in Scandinavia. La possibilità di uscire da una stanza in cui si sta scomodi genera un potente, quasi irresistibile desiderio di uscire, senza tentare di rendere quella stanza, quanto più possibile, comoda e abitabile. E ogni indebolimento della volontà dei coniugi è gravissimo, anzi fatale, perché, nei matrimoni davvero pericolanti, solo un grande sforzo da parte di entrambi, senza indecisioni e incertezze, può salvarli. Ne consegue che l’istituto del divorzio, anche se ha il vantaggio di sanare di tanto in tanto le situazioni insostenibili, ha il gravissimo difetto di indebolire la fibra morale dei cittadini.

Esso fa di loro, uomini e donne, persone che fuggono davanti alle difficoltà, e non persone che le affrontano con coraggio. Il danno si ripercuote su tutta la vita sociale. L’indebolimento, inoltre, si ripete a ogni successivo matrimonio di chi si sia già divorziato. L’esperienza dei paesi col divorzio conferma quanto sa benissimo ogni studioso di psicologia. Le difficoltà del primo matrimonio risorgono quasi immutate nel secondo, perché la loro causa fondamentale non risiede nel partner, cioè nell’altro coniuge, bensì in noi stessi…Là dove vige il divorzio è più facile, come in Scandinavia, la gente passa di matrimonio in divorzio tutta la vita. Vi risparmio la descrizione delle conseguenze per i figli, perché furono descritte già migliaia di volte…Sono convinto che l’assenza di divorzio non può salvare tutti i matrimoni, ma ne salva molti che altrimenti finirebbero male. Lo Stato, per la salvezza della famiglia, che è un istituto di importanza ovvia, e per la felicità della maggioranza dei cittadini, fa quindi bene a mio avviso a non permettere il divorzio, anche se questo sacrifica l’esistenza di una minoranza verso i quali tutti sentiamo, si capisce, una profonda comprensione” (citato in "Scritti di un pro life", Fede & Cultura, www.fedecultura.com).

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