martedì 20 ottobre 2009

Televisione Digitale Terresre. Arriva!

Una piccola rivoluzione per il Trentino Alto Adige, dopo Sardegna e Piemonte occidentale la vecchia televisione analogica incomincerà a spegnersi in Trentino il giorno 15 ottobre. Saranno le valli Giudicarie ad aprire il processo di transizione dal sistema televisivo analogico che si concluderà due settimane più tardi, il giorno 27 ottobre, con la città di Trento, la valle dell'Adige, le valli dei Laghi, Cembra, Fiemme, Alta Valsugana e valle di Non. Complessivamente sono 9 le aree che una dopo l'altra vedranno spegnersi la televisione analogica e contemporaneamente accendersi la televisione digitale.

Cos'è il digitale terrestre? Molto semplicemente la televisione digitale terrestre o DTT dal termine inglese Digital Terrestrial Television è la televisione terrestre (segnale che ci arriva attraverso una normale antenna televisiva senza bisogno di parabole o antenne speciali.) rappresentata in forma digitale.

Cosa cambia?
  • i principali benefici sono dati dalla possibilità di avere un maggior numero di programmi, infatti ogni canale VHF con canalizzazione a 7 Mhz o UHF con canalizzazione a 8Mhz infatti può contenere fino a 10 programmi una volta che questi siano stati digitalizzati e compressi superando così il limite dell'attuale sistema che non avrebbe permesso l'introduzione di altri canali televisivi (almeno il quintuplo di quelli attuali) ;
  • una maggiore qualità sia di immagini che di suono infatti la trasmissione digitale rispetto a quella analogica è particolarmente robusta ai disturbi quali echi, interferenze, ecc;
  • la possibilità di interazione (molti decoder hanno la possibilità di collegarvi un modem, per probabili sviluppi interattivi futuri) cioè possibilità di partecipazione attiva e immediata ai programmi televisivi (espressione di preferenze, selezione di prodotti, ecc.) con semplici azioni sul telecomando, invece che con l’effettuazione di telefonate o l’invio di SMS e la possibilità di usare il mezzo televisivo per l’utilizzo di servizi di informazione e di pubblica utilità ora accessibili solo con mezzi più complessi (ad esempio, reti aziendali oppure PC domestico collegato a Internet); ;
  • un minore inquinamento elettromagnetico (meno antenne e con potenze inferiori perché la DTT richiede potenze di trasmissione inferiori rispetto a quella analogica).

Di cosa ho bisogno per vederla?

E' possibile ricevere il digitale terrestre tramite un decoder (o Set Top Box (STB) che può essere già integrato o esterno al televisore, questo consente di ricevere il segnale digitale e di utilizzare le nuove applicazioni associate ai programmi e ai canali televisivi. E' dotato di un telecomando molto semplice, simile a quello che già conosciamo, con l'aggiunta di quattro nuovi tasti colorati che permettono di accedere ai nuovi servizi interattivi.

Devo cambiare la mia antenna terrestre?

No, nella maggioranza dei casi, non c'è bisogno di cambiare la tua antenna terrestre. Gli impianti di radioricezione per la televisione digitale terrestre sono identici a quelli usati per la ricezione analogica. Le attuali antenne sono adatte anche alla ricezione digitale. In qualche caso, tuttavia, potrebbe essere richiesto il montaggio di un’antenna supplementare, ad esempio quando non si dispone già di un’antenna nella banda su cui è irradiato il segnale digitale.

Devo cambiare televisore?

No, non è necessario cambiare il proprio televisore. Come già detto basta una semplice apparecchiatura di adattamento, detta decoder o set top box o semplicemente box. Per una piena fruizione delle possibilità offerte dalla TV digitale, il box deve essere interattivo. Da alcuni mesi sono presenti sul mercato televisori con sintonizzatore digitale integrato. Una legge dello Stato impone dal prossimo aprile 2009 la vendita in Italia esclusivamente di televisori con sintonizzatore digitale integrato.

Ma oltre all'eventuale decoder devo spendere ancora soldi?

Come accade per la televisione analogica, oltre al canone TV non è necessario pagare alcun abbonamento. La TV digitale terrestre, in quanto sostitutiva dell'attuale TV analogica, sarà trasmessa per lo più "in chiaro" e quindi si potrà vedere gratuitamente. A partire dal gennaio 2005 sono stati attivati anche alcuni servizi a pagamento che permettono di vedere particolari eventi per mezzo di una carta prepagata da inserire nel decoder (mediaset premium ad esempiio offre film, telefilm, partite di calcio...a pagamento.

Queste in sintesi le cose da sapere, spero di essere stato d'aiuto. Alla prossima.

venerdì 16 ottobre 2009

Io sono dio


Io sono Dio è il titolo del nuovo romanzo di Giorgio Faletti edito da Baldini Castoldi Dalai del quale parleremo in questo post. Dopo aver indossato i panni del comico, del cantante e cantautore, il successo più grande Giorgio Faletti lo raggiunge nel 2002 con il romanzo "Io uccido". Un esordio letterario che ha venduto, solo nel nostro paese, più di quattro milioni di copie ed è stato tradotto nelle principali lingue del mondo. Un successo confermato anche dagli altri suoi libri - "Niente di vero tranne gli occhi", "Fuori da un evidente destino" e "Pochi inutili nascondigli" - molto apprezzati da pubblico e critica.


Recensione: Estremamente lento all'inizio, troppe descrizioni di mille particolari che poco interessano al lettore, perde di ritmo e le prime centocinquanta pagine scorrono lente, lentissime. Ma superato questo primo ostacolo arriviamo al premio, la storia tutto d'un tratto si accende e parte trascinante e con un ritmo incalzante. Non si può fare a meno di farsi coinvolgere dai personaggi e dai loro vissuti. Cresciamo assieme a loro pagina dopo pagina, in una crescente consapevolezza. In ogni caso la storia è ben strutturata e inchioda alla lettura.

Un breve accenno alla trama (tranquilli non vi dico la fine). L'argomento ripercorre le paure dell'11 settembre partendo da lontano ed esattamente dagli anni a cavallo fra i '60 ed i'70, nel periodo della tragica guerra del Vietnam. L'ambientazione è quella di una New York dei nostri giorni, metropoli moderna con tutte le problematiche della grande città. Qui si svolge una appassionante caccia all'uomo, sempre in lotta contro il tempo.

Il romanzo sembra segnare un passo in dietro per Faletti, se paragonato al libro d'esordio. In realtà si possono ancora trovare quelle intuizioni che ci hanno fatto amare questo poliedrico artista. Le troviamo però a sprazzi, qua e la, soprattutto nella seconda parte della storia, e questo basta per farmi dare un giudizio positivo dell'opera. Se vi appassionano le storie coinvolgenti e non avete paura di affrontare qualche pagina un pò prolissa per arrivarci, allora è il libro per voi. Buona lettura.

lunedì 12 ottobre 2009

Attentato a Milano !!!

La notizia: Un libico di 34 anni ha fatto esplodere una bomba rudimentale, stamani alle 7.45, davanti alla caserma Santa Barbara in piazzale Perrucchetti a Milano. Nell'attentato, l'uomo, Mohamed Game, ha perso gli occhi e una mano, che gli e' stata amputata. Ferito anche un militare lievemente colpito da una scheggia. L'attentatore è regolare in Italia, residente a Milano e con precedenti penali.

L'intelligence al momento considera l'attentato 'il gesto isolato di una persona che non ha alcun precedente specifico'. Secondo una prima ricostruzione dell'attentato, il libico, cercando di infilarsi tra l'auto di un militare che stava entrando dalla porta carraia della caserma e il muro, è stato affrontato, da lontano, dai militari di guardia che gli hanno spianato contro il fucile mitragliatore. A quel punto, dicendo solo brevi parole in arabo, il libico ha fatto saltare in aria la valigetta in metallo che aveva in una mano.

L'appunto: Il problema va oltre il fatto che sia o meno l'esito di un'operazione organizzata o l'azione di un singolo. La questione rilevante piuttosto è che l'attentatore era uno di quegli extracomunitari "integrati", sposato, con figli e residente in una casa popolare. Ora, che sia riuscito a procurarsi l'attrezzatura necessaria e che sia riuscito ad arrivare vicino a compiere una strage non si può sottovalutare come follia (è stato detto). Non è un gesto come quello potrebbe essere fatto da un italiano colto da pazzia, o come un attentato mafioso, ora mi spiego. Terribili tutti e due intendiamoci, ma nel primo caso l'uomo non sarebbe stato in se stesso (nessuna spiegazione coerente), nel secondo caso ci sarebbero state dietro motivazioni economiche o di controllo del territorio (ecc.). Mentre qui ci troviamo di fronte ad un caso diverso e qui bene o male chiama in causa quell'islam che è radice stessa del terrorismo di matrice islamica. Non è organizzato? Fa niente, è il messaggio che importa, non vogliono integrarsi, non gliene importa nulla di diventare italiani, vogliono la Sharia anche qui, detto in parole povere "non ci possono vedere" (provate a guardare come ci guardano quando ne incontriamo per strada o da qualsiasi altra parte), questo è il punto e questo episodio ci fa vedere come sia diffuso questo sentimento...via dall'Afghanistan dicono, per potersi dedicare ad altro...fate voi due più due...
I commenti sull'opportunita' di porre un freno all'immigrazione (soprattutto iislamica) credo che siano piuttosto ovvi. Lo diciamo da tempo, gli esempi degli altri paese dovrebbero insegnare qualcosa, invece no. Allora, continuiamo a dire che non sono tutti cosi' (vero, molti vengono per lavorare, magari anche questo lavorava, molti vengono per scroccare, molti vengono per rubarei...), modifichiamo i criteri per ottenere la cittadinanza, facciamo venire parenti, amici e via di questo passo. Avanti c'e' posto e lavoro per tutti. E chi non la pensa cosi' e' un razzista.
La costruzione di moschee e la libertà di religione, devono, e non possono che venire subordinate, al riconoscimento e al rispetto di tutte le nostre leggi, e per tutte, intendo proprio tutte. Se iniziamo ad essere rigorosi nel farle applicare, forse non avremmo mai lo stesso l'assoluta certezza di creare uno stato di sicurezza ottimale, ma almeno non ci facciamo trovare con le brache abbassate. Alla prossima.

sabato 10 ottobre 2009

She wolf – il ritorno di shakira



Dopo un'attesa durata quattro anni (l’ultimo disco Oral Fixation vol.2 è datato 2005) finalmente ritroviamo l'artista colombiana alle prese con un nuovo album, intitolato She Wolf (lupa). "Il significato che sta dietro la scelta della lupa è che rappresenta come mi sento io oggi, più a contatto con la mia femminilità", ha raccontato la cantante ad un incontro con i giornalisti a Milano. "Mi sento una donna più libera, padrona della mia vita, che sa quello vuole e si prende la sua libertà". "She Wolf vuole raccontare la situazione che vive la donna, la lotta con le limitazione che la società impone, che spesso ci tiene in una gabbia dorata", ha raccontato ancora la cantante.
"Una volta mi chiedevano se ero femminista e io dicevo di no, ora penso di aver sbagliato", ha aggiunto, sottolineando che "questo album è scritto da una prospettiva femminile".

Veniamo al disco, le tracce sono 12

  1. She Wolf - 3:08 (Shakira, John Hill, Sam Endicott)
  2. Did It Again - 3:12 (Shakira, Pharrell Williams)
  3. Long Time - 2:55 (Shakira, Pharrell Williams)
  4. Why Wait - 3:41 (Shakira, Pharrell Williams)
  5. Good Stuff - 3:16 (Shakira, Pharrell Williams)
  6. Men In This Town - 3:34 (Shakira, John Hill, Sam Endicott)
  7. Gypsy - 3:18 (Shakira, Amanda Ghost, Ian Dench, C. Sturken, E. Rogers)
  8. Spy - 3:27 (featuring Wyclef Jean) (Shakira, Wyclef Jean)
  9. Mon Amour - 4:04 (Shakira, Albert Menedez, John Hill, Sam Endicott)
  10. Lo Hecho Está Hecho - 3:12 (Shakira, Jorge Drexler, Pharrell Williams)
  11. Años Luz - 3:41 (Shakira, Jorge Drexler, Pharrell Williams)
  12. Loba - 3:08 (Shakira, Jorge Drexler, John Hill, Sam Endicott)

Il cd apre con il singolo, già in onda da qualche mese sulle radio e le tv musicali, She wolf, canzone che segna un radicale distacco dalle precedenti performances dell'artista, più aggressiva, alla scoprerta dell'elettronica e della sua fisicità e femminilità. Segue Did it Again, canzone che resta sul tracciato segnato dalla prima traccia, pop ed elettronica. Long Time apre ricordando vagamente i ritmi della Tortura e si apre al ritmo (perdendo un pò in melodia a dire il vero) in un confondersi di danze tribali e danze orientaleggianti. Why wait ci tiene sempre in oriente fra odalische e danzatrici del ventre ma con l'i-phones. Restiamo ancora in un ambiente orientaleggiante con Good Stuff ma con suoni che richiamano pure gli anni80 (o meglio i videogiochi di quegli anni) la canzone però regge bene grazie alla voce di Shakira (la melodia è difficile da identificare). Siamo pienamente negli anni 80 con Men in this town, quasi dance questo pezzo, non lascia fermi, trascina (la sua voce vi stupirà qui). Gypsy ci teletrasporta in sud america in volo sopra le foreste vergini, nel genere cui ci aveva abituati Shakira con i suoi lavori precedenti e forse a lei più congeniale. Spy ripropone un duetto con Wyclef Jean dopo la fortunatissima Hips don't Lie e sposta Shakira su tonalità più black e non sbaglia affatto. Mon amour a dispetto del titolo è un bel rock veloce che esalta le doti canore e ritmiche di Shakira, uno dei pezzi migliori dell'album. Lo hecho està hecho riporta Shakira a cantare nella lingua madre, un pezzo ritmato ma poco melodico (riprende e svolge il discorso iniziato con Good Stuff). Anos Luz ci riporta in oriente fra kasbe e profumi di spezie. Chiude l'album Loba, versione spagnola del singolo d'apertura (She Wolf). Il disco in conclusione è piacevole, forse lascerà un pò incerti i fan della star latinoamericana, ma mostra la sua ricerca di nuove strade e nuove forme espressive, a volte riuscendoci a volte meno. E' certamente un album in cui si è voluta privilegiare la parte ritmica e "danzereccia" su quella melodica. Vista la buona prova rock di mon amour non mi stupirei se quella fosse la nuova strada di Shakira. Una nota al nuovo look, c'è il rischio di scopiazzare la "star" per eccezione (Veronica Ciccone) e sarebbe un peccato visto il talento di Shakira, va bene riscoprire la propria femminilità e la capacità di sedurre e provocare, ma c'è sempre il rischio di andare oltre. Se volete ballare e trascorrere qualche minuto d’evasione è il disco giusto per voi.

venerdì 9 ottobre 2009

Opera d'arte o presa in giro?


Ne hanno parlato tutti i telegiornali, è la contestata "opera d'arte" («Momentary Monument») di Lara Favaretto costata ben 160.000 euro (di cui circa il 60.000 dal comune di Trento e quindi soldi pubblici, soldi nostri!!). Si tratta se non l'avete vista di una una impalcatura, costruita tutt'attorno alla statua di Dante Alighieri, nella piazza omonima di Trento, proprio di fronte alla stazione dei trenni consiste in una "gabbia": una impalcatura, come quelle usate per ristrutturare le facciate di un edificio, che rivestirà la statua, coprendola e celandola alla cittadinanza. La statua si scorge tra sacchi di juta pieni di sabbia e tubi d'acciaio, di cui tanti (se non tutti) cittadini lamentano la bruttezza. Nel frattempo parte della struttura ha ceduto, e si parla ora di sabotaggio, oppure di errori nel calcolare la staticità della stessa.
L'artista intanto, dopo aver consultato un architetto strutturale, ha deciso di rinforzare la parete a nord, togliendo i sacchi nei punti più deboli e abbassando i ponteggi a 4 metri. Commenta: «Per me l'opera è a posto così ed è straordinaria». Le opposizioni (Lega Nord) in testa protestano: «soldi buttati, un affronto a chi non ha lavoro».
Fin qui la cronaca, si potrebbe discutere sulla deriva che sta prendendo l'arte moderna e se sia il caso di chiamala ancora arte, ma sarebbe un discorso troppo lungo.
Si potrebbe poi parlare dei soldi pubblici buttati dalla finestra per realizzare una cosa così orrenda, soprattutto in un periodo di uscita dalla crisi. Ma voglio invece commentare ciò che sono stati in grado di affermare i responsabili della Fondazione Galleria Civica (realizzatori della "cosa"): "Questa città, grazie a questa mostra e anche questa storia dei sacchi, si sta facendo notare. Si vede che ci doveva essere questo per far parlare di Trento! E è proprio a questo che noi soci privati della Galleria abbiamo puntato. E ci siamo riusciti. Di questa città, altrimenti, non si parla mai" - "Che anche questa vicenda, alla fine, ha contribuito a smuovere questa città. A richiamare l'attenzione su Trento"!!
Quindi se non abbiamo capito male, questi signori ci stanno dicendo di aver speso 160.000 euro per realizzare una cosa (non ho altri termini mi spiace) di dubbio valore ed evidente bruttezza, tra l'altro crollata miseramente su se stessa prima ancora di essere terminata, tutto questo solo per far parlare di Trento?? E se ne vantano? Se ci va bene si mettono a ridere, altrimenti credo che a Trento faccia solo del male far vedere al mondo come si gettino nella spazzatura i soldi dei contribuenti, quando ci sarebbero mille altri modi di spenderli in attività più utili. Ma fatemi il piacere, non scherziamo su, è un insulto a chi paga le tasse ed a chi ha un minimo di buon senso. Povero Dante. Alla prossima.






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