sabato 31 ottobre 2009

Noemi – sulla mia pelle


Bellissima prova d'esordio per la rivelazione della seconda stagione del talent show di raidue X-Factor. Dopo l’ep pubblicato a ridosso della sua uscita dalla trasmissione (l’omonimo Noemi con la meravigliosa Briciole) che è servito per centrarla meglio come artista e come genere, in questo primo vero album azzecca la strada migliore per lei e la intraprende con entusiasmo ed un’energia straordinari. Una voce particolare, graffiata quando serve eppure potente che da intensità se possibile maggiore agli splendidi testi.


Sulla mia pelle



          1. All'infinito – Canzone da cantare a squarciagola, lasciandosi prendere dalle parole.

          2. L'amore si odia - Entusiasmante esordio accanto ad un “mostro sacro” della musica italiana quale è Fiorella Mannoia. Noemi non sfigura affatto.

          3. Non so amare di più - Ritmo diverso che punta al blues ed alle emozioni

          4. Tutto questo scorre – Concessione ad un pezzo più danzereccio ma non banale nel testo, da ballare con gli amici, un ritornello trascinante “tutto questo scorre e ci porta via”. Da ascoltare con i bassi a palla.

          5. I sentimenti – Canzone a tema sui sentimenti, ripercorre una storia con trasporto emozioni e sensazioni di una vita. Struggente perla della giovane promessa italiana.

          6. Comunque ti penso – Brano che racconta l’amore la sua fine tormentata, le difficoltà di comunicazione, e di comprensione dei propri sentimenti. Contiene un omaggio a De Gregori “non c’è niente da capire”.

          7. Petrolio – Secondo lento dell’album, ha bisogno di più ascolti, rallenta il ritmo ma non lo fa cadere.

          8. L’addio – Traccia che da un senso di liberazione, di libertà, fa allargare le braccia al mondo senza paura e senza timori. Sono qui, sono io, e non ho paura, non più.

          9. Per colpa tua – Torna prepotente l’energia di Noemi, una canzone grintosa e rabbiosa ma dal ritmo coinvolgente, anche nel testo. Alzerete il volume al massimo, soprattutto in macchina.

          10. Sulla mia pelle – Canzone che da il titolo al disco, splendida chiusura di un esordio che ricorderemo a lungo.

          lunedì 26 ottobre 2009

          25 Ottobre 2009


          Messaggio di Medjugorje 25 Ottobre 2009

          "Cari figli, anche oggi vi porto la mia benedizione e vi benedico tutti e vi invito a crescere su questa strada che Dio ha incominciato attraverso di Me per la vostra salvezza. Pregate, digiunate e testimoniate con gioia la vostra fede, figlioli, e il vostro cuore sia sempre riempito di preghiera. Grazie per aver risposto alla mia chiamata".

          Per approfondire http://www.radiomaria.it/

          martedì 20 ottobre 2009

          Televisione Digitale Terresre. Arriva!

          Una piccola rivoluzione per il Trentino Alto Adige, dopo Sardegna e Piemonte occidentale la vecchia televisione analogica incomincerà a spegnersi in Trentino il giorno 15 ottobre. Saranno le valli Giudicarie ad aprire il processo di transizione dal sistema televisivo analogico che si concluderà due settimane più tardi, il giorno 27 ottobre, con la città di Trento, la valle dell'Adige, le valli dei Laghi, Cembra, Fiemme, Alta Valsugana e valle di Non. Complessivamente sono 9 le aree che una dopo l'altra vedranno spegnersi la televisione analogica e contemporaneamente accendersi la televisione digitale.

          Cos'è il digitale terrestre? Molto semplicemente la televisione digitale terrestre o DTT dal termine inglese Digital Terrestrial Television è la televisione terrestre (segnale che ci arriva attraverso una normale antenna televisiva senza bisogno di parabole o antenne speciali.) rappresentata in forma digitale.

          Cosa cambia?
          • i principali benefici sono dati dalla possibilità di avere un maggior numero di programmi, infatti ogni canale VHF con canalizzazione a 7 Mhz o UHF con canalizzazione a 8Mhz infatti può contenere fino a 10 programmi una volta che questi siano stati digitalizzati e compressi superando così il limite dell'attuale sistema che non avrebbe permesso l'introduzione di altri canali televisivi (almeno il quintuplo di quelli attuali) ;
          • una maggiore qualità sia di immagini che di suono infatti la trasmissione digitale rispetto a quella analogica è particolarmente robusta ai disturbi quali echi, interferenze, ecc;
          • la possibilità di interazione (molti decoder hanno la possibilità di collegarvi un modem, per probabili sviluppi interattivi futuri) cioè possibilità di partecipazione attiva e immediata ai programmi televisivi (espressione di preferenze, selezione di prodotti, ecc.) con semplici azioni sul telecomando, invece che con l’effettuazione di telefonate o l’invio di SMS e la possibilità di usare il mezzo televisivo per l’utilizzo di servizi di informazione e di pubblica utilità ora accessibili solo con mezzi più complessi (ad esempio, reti aziendali oppure PC domestico collegato a Internet); ;
          • un minore inquinamento elettromagnetico (meno antenne e con potenze inferiori perché la DTT richiede potenze di trasmissione inferiori rispetto a quella analogica).

          Di cosa ho bisogno per vederla?

          E' possibile ricevere il digitale terrestre tramite un decoder (o Set Top Box (STB) che può essere già integrato o esterno al televisore, questo consente di ricevere il segnale digitale e di utilizzare le nuove applicazioni associate ai programmi e ai canali televisivi. E' dotato di un telecomando molto semplice, simile a quello che già conosciamo, con l'aggiunta di quattro nuovi tasti colorati che permettono di accedere ai nuovi servizi interattivi.

          Devo cambiare la mia antenna terrestre?

          No, nella maggioranza dei casi, non c'è bisogno di cambiare la tua antenna terrestre. Gli impianti di radioricezione per la televisione digitale terrestre sono identici a quelli usati per la ricezione analogica. Le attuali antenne sono adatte anche alla ricezione digitale. In qualche caso, tuttavia, potrebbe essere richiesto il montaggio di un’antenna supplementare, ad esempio quando non si dispone già di un’antenna nella banda su cui è irradiato il segnale digitale.

          Devo cambiare televisore?

          No, non è necessario cambiare il proprio televisore. Come già detto basta una semplice apparecchiatura di adattamento, detta decoder o set top box o semplicemente box. Per una piena fruizione delle possibilità offerte dalla TV digitale, il box deve essere interattivo. Da alcuni mesi sono presenti sul mercato televisori con sintonizzatore digitale integrato. Una legge dello Stato impone dal prossimo aprile 2009 la vendita in Italia esclusivamente di televisori con sintonizzatore digitale integrato.

          Ma oltre all'eventuale decoder devo spendere ancora soldi?

          Come accade per la televisione analogica, oltre al canone TV non è necessario pagare alcun abbonamento. La TV digitale terrestre, in quanto sostitutiva dell'attuale TV analogica, sarà trasmessa per lo più "in chiaro" e quindi si potrà vedere gratuitamente. A partire dal gennaio 2005 sono stati attivati anche alcuni servizi a pagamento che permettono di vedere particolari eventi per mezzo di una carta prepagata da inserire nel decoder (mediaset premium ad esempiio offre film, telefilm, partite di calcio...a pagamento.

          Queste in sintesi le cose da sapere, spero di essere stato d'aiuto. Alla prossima.

          venerdì 16 ottobre 2009

          Io sono dio


          Io sono Dio è il titolo del nuovo romanzo di Giorgio Faletti edito da Baldini Castoldi Dalai del quale parleremo in questo post. Dopo aver indossato i panni del comico, del cantante e cantautore, il successo più grande Giorgio Faletti lo raggiunge nel 2002 con il romanzo "Io uccido". Un esordio letterario che ha venduto, solo nel nostro paese, più di quattro milioni di copie ed è stato tradotto nelle principali lingue del mondo. Un successo confermato anche dagli altri suoi libri - "Niente di vero tranne gli occhi", "Fuori da un evidente destino" e "Pochi inutili nascondigli" - molto apprezzati da pubblico e critica.


          Recensione: Estremamente lento all'inizio, troppe descrizioni di mille particolari che poco interessano al lettore, perde di ritmo e le prime centocinquanta pagine scorrono lente, lentissime. Ma superato questo primo ostacolo arriviamo al premio, la storia tutto d'un tratto si accende e parte trascinante e con un ritmo incalzante. Non si può fare a meno di farsi coinvolgere dai personaggi e dai loro vissuti. Cresciamo assieme a loro pagina dopo pagina, in una crescente consapevolezza. In ogni caso la storia è ben strutturata e inchioda alla lettura.

          Un breve accenno alla trama (tranquilli non vi dico la fine). L'argomento ripercorre le paure dell'11 settembre partendo da lontano ed esattamente dagli anni a cavallo fra i '60 ed i'70, nel periodo della tragica guerra del Vietnam. L'ambientazione è quella di una New York dei nostri giorni, metropoli moderna con tutte le problematiche della grande città. Qui si svolge una appassionante caccia all'uomo, sempre in lotta contro il tempo.

          Il romanzo sembra segnare un passo in dietro per Faletti, se paragonato al libro d'esordio. In realtà si possono ancora trovare quelle intuizioni che ci hanno fatto amare questo poliedrico artista. Le troviamo però a sprazzi, qua e la, soprattutto nella seconda parte della storia, e questo basta per farmi dare un giudizio positivo dell'opera. Se vi appassionano le storie coinvolgenti e non avete paura di affrontare qualche pagina un pò prolissa per arrivarci, allora è il libro per voi. Buona lettura.

          lunedì 12 ottobre 2009

          Attentato a Milano !!!

          La notizia: Un libico di 34 anni ha fatto esplodere una bomba rudimentale, stamani alle 7.45, davanti alla caserma Santa Barbara in piazzale Perrucchetti a Milano. Nell'attentato, l'uomo, Mohamed Game, ha perso gli occhi e una mano, che gli e' stata amputata. Ferito anche un militare lievemente colpito da una scheggia. L'attentatore è regolare in Italia, residente a Milano e con precedenti penali.

          L'intelligence al momento considera l'attentato 'il gesto isolato di una persona che non ha alcun precedente specifico'. Secondo una prima ricostruzione dell'attentato, il libico, cercando di infilarsi tra l'auto di un militare che stava entrando dalla porta carraia della caserma e il muro, è stato affrontato, da lontano, dai militari di guardia che gli hanno spianato contro il fucile mitragliatore. A quel punto, dicendo solo brevi parole in arabo, il libico ha fatto saltare in aria la valigetta in metallo che aveva in una mano.

          L'appunto: Il problema va oltre il fatto che sia o meno l'esito di un'operazione organizzata o l'azione di un singolo. La questione rilevante piuttosto è che l'attentatore era uno di quegli extracomunitari "integrati", sposato, con figli e residente in una casa popolare. Ora, che sia riuscito a procurarsi l'attrezzatura necessaria e che sia riuscito ad arrivare vicino a compiere una strage non si può sottovalutare come follia (è stato detto). Non è un gesto come quello potrebbe essere fatto da un italiano colto da pazzia, o come un attentato mafioso, ora mi spiego. Terribili tutti e due intendiamoci, ma nel primo caso l'uomo non sarebbe stato in se stesso (nessuna spiegazione coerente), nel secondo caso ci sarebbero state dietro motivazioni economiche o di controllo del territorio (ecc.). Mentre qui ci troviamo di fronte ad un caso diverso e qui bene o male chiama in causa quell'islam che è radice stessa del terrorismo di matrice islamica. Non è organizzato? Fa niente, è il messaggio che importa, non vogliono integrarsi, non gliene importa nulla di diventare italiani, vogliono la Sharia anche qui, detto in parole povere "non ci possono vedere" (provate a guardare come ci guardano quando ne incontriamo per strada o da qualsiasi altra parte), questo è il punto e questo episodio ci fa vedere come sia diffuso questo sentimento...via dall'Afghanistan dicono, per potersi dedicare ad altro...fate voi due più due...
          I commenti sull'opportunita' di porre un freno all'immigrazione (soprattutto iislamica) credo che siano piuttosto ovvi. Lo diciamo da tempo, gli esempi degli altri paese dovrebbero insegnare qualcosa, invece no. Allora, continuiamo a dire che non sono tutti cosi' (vero, molti vengono per lavorare, magari anche questo lavorava, molti vengono per scroccare, molti vengono per rubarei...), modifichiamo i criteri per ottenere la cittadinanza, facciamo venire parenti, amici e via di questo passo. Avanti c'e' posto e lavoro per tutti. E chi non la pensa cosi' e' un razzista.
          La costruzione di moschee e la libertà di religione, devono, e non possono che venire subordinate, al riconoscimento e al rispetto di tutte le nostre leggi, e per tutte, intendo proprio tutte. Se iniziamo ad essere rigorosi nel farle applicare, forse non avremmo mai lo stesso l'assoluta certezza di creare uno stato di sicurezza ottimale, ma almeno non ci facciamo trovare con le brache abbassate. Alla prossima.

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