giovedì 8 marzo 2012

Forbes, la classifica dei più ricchi al mondo.

Nella classifica dei piu' ricchi del mondo della rivista Forbes per il terzo anno consecutivo si piazza primo Carlos Slim, magnate messicano delle comunicazioni, che vanta una fortuna di 69 miliardi di dollari. Ad occupare gli altri due posti del podio sono Bill Gates, papà di Microsoft (61 miliardi); ed al terzo posto Warren Buffet, presidente Berkshire Hathaway (44 miliardi).
Carlos Slim
Fuori dal podio quarto il francese Bernard Arnault, patron della Lvmh (41 miliardi). Seguono Amancio Ortega, fondatore della catena spagnola Zara (37,5 miliardi), Larry Ellison, fondatore del gruppo americano di software Oracle (36 miliardi), il brasiliano Eike Batista (30 miliardi), lo svedese Stefan Persson (26 miliardi), Li Ka-Shing di Hong Kong (25,5 miliardi) e decimo il tedesco Karl Albrecht (25 miliardi).


Nella classifica, gli Stati Uniti guidano con 425 miliardari, mentre la Russia supera la Cina con 96 Paperoni a 95.
Michele Ferrero
Fra gli italiani il primo in lista è Michele Ferrero, al 23esimo posto con 19 miliardi. Seguono:

  • Leonardo Del Vecchio al 74esimo posto con 11,5 miliardi, 
  • Giorgio Armani al 127esimo con 7,2 miliardi, 
  • Miuccia Prada al 139esimo posto con 6,8 miliardi, 
  • Paolo e Gianfelice Mario Rocca al 166esimo posto con 6 miliardi, 
  • Silvio Berlusconi al 169esimo posto con 5,9 miliardi, 
  • Patrizio Bertelli al 296esimo posto con 3,7 miliardi, 
  • Stefano Pessina 464esimo posto con 2,6 miliardi. Troviamo poi 
  • Carlo, Gilberto, Giuliana e Luciano Benetton al 601esimo posto con 2,1 miliardi, 
  • Mario Moretti Polegati al 719esimo posto con 1,8 miliardi, 
  • Ennio Doris al 960esimo posto con 1,3 miliardi, 
  • Diego Della Valle al 1.015esimo posto con 1,2 miliardi 
  • Andrea Della Valle al 1.075esimo posto con 1,1 miliardi.
 
A questo link la classifica completa.

lunedì 27 febbraio 2012

Cambio di direzione per TV, Sorrisi e Canzoni - Aldo Vitali succede ad Alfonso Signorini

Cambio di direzione per TV, Sorrisi e Canzoni, il settimanale fondato nel 1952, si è confermato anche quest’anno come il più letto dagli italiani grazie a una diffusione di 4.398.000 persone, in crescita del 3% sull'anno precedente (dati diffusi da Mondadori).

A partire dal numero in edicola la prossima settimana Alfonso Signorini cede la direzione del settimanale Tv Sorrisi e Canzoni ad Aldo Vitali, attualmente vicedirettore della stessa testata.
Signorini vestirà i panni di direttore editoriale, confermata Rosanna Mani che mantiene la carica di condirettore del magazine.

Aldo Vitali, nato a Milano nel 1957, si è laureato in Lettere all’Università di Firenze. Dopo le prime esperienze professionali, entra nel 1986 nella redazione spettacoli de il Giornale, per poi passare nel 1994 a La Voce e nel 1996 in Walt Disney Italia in qualità di vicedirettore di Topolino. Nel 1999 Vitali diventa vicedirettore di Max e nell’agosto del 2000 condirettore di GQ Italia. Nel 2003 Vitali entra nella redazione di Tv Sorrisi e Canzoni dove assume incarichi di responsabilità crescente, fino al ruolo di condirettore esecutivo che ricopre dal 2008.

Alfonso Signorini resta direttore responsabile del settimanale Chi, che a breve andrà incontro a un significativo restyling.

martedì 31 gennaio 2012

Difendiamo i nostri commercianti ed artigiani dalla caccia alle streghe!

Difendiamo i nostri commercianti ed artigiani dalla caccia alle  streghe!

Come sempre andiamo controcorrente e ne siamo orgogliosi! Ci si riempie la bocca di frasi come staniamo l'evasore che non batte lo scontrino, ma non ci accorgiamo della menzogna nascosta in espressioni come questa. Infatti le imprese sono controllate già con un altro strumento gli STUDI DI SETTORE. Ma pochi sanno cosa siano questi studi di settore che sentiamo ogni tanto. Provo a spiegarlo qui.

Formalmente: Gli studi di settore non sono altro che uno dei metodi a disposizione dell’Amministrazione Finanziaria per porre in atto la propria attività di accertamento, ovvero quel insieme di attività di controllo sulle dichiarazioni e sugli atti utilizzati dal contribuente per l’autodeterminazione dell’imposta da liquidare in modo da determinarne i ricavi attraverso un processo di stima. .

In pratica: Ogni impresa o negozio è collocata in uno specifico "settore" a seconda di ciò che vende o produce. Questi settori a loro volta contengono degli indicatori (riguardanti i processi produttivi (materie prime ad esempio) le infrasstrutture (attrezzature) etc.. che consentono di stimare i ricavi o i compensi presunti di una piccola impresa o di un professionista.  

In sintesi tali elementi producono una serie di parametri, come
  • indice di congruità (ricavi o compensi dichiarati dal contribuente tramite le scritture contabili)
  • indice di coerenza (principali indicatori economici)
  • intervallo di confidenza (rappresentato dal ricavo minimo e dal ricavo puntuale dell'attività)

utilizzati poi dal Fisco per fare una prima valutazione sulla veridicità dei dati forniti dalle imprese. In pratica tramite gli studi di settore il fisco decide quanto deve guadagnare il lavoratore autonomo. 
Tutto bene? In apparenza si, in realtà, da un lato l’artigiano o il professionista che risulta congruo e coerente non avrà grane col fisco e chi non lo sarà avrà multe ed accertamenti a non finire. Il problema sta nella troppa rigidità degli indicatori, che portano molte imprese a dover dichiarare più di ciò che guadagnano realmente, per riuscire a rientrare nei parametri stabiliti dal fisco, con conseguenze che potete ben capire.

Ora ci parlano di scontrini, ma capite bene che le imprese e le famiglie sono già tartassate (come e più degli altri non avendo amortizzatori sociali, come già ricordato non esiste la possibilità di "andare in malattia", non esistono "assegni familiari" etc.), in particolare comunque molte attività nominate in questi giorni in particolare i bar, ristoranti etc. sono soggetti agli Studi di Settore, strumento (come abbiamo visto) già di per sé fantasioso e fuori da ogni realtà economica e sociale (stabiliscono ricavi presunti “gravosi” e quasi sempre incoerenti con la realtà economica). Quinti quindi i controllati non possono a priori essere considerati evasori.

Per concludere vorrei far presente a tutti coloro che parlano di evasione e scontrini che non tutti i commercianti e gli artigiani sono milionari moltissime realtà sono a conduzione familiare e non nuotano nell'oro vuoi per la crisi per la concorrenza di centri commerciali e per il livello di tassazione assolutamente oppressivo. 
Si parla di negozi che guadagnano spesso il necessario per far vivere la famiglia quindi l'alternativa non è fra il battere gli scontrini e non batterli è fra qualche scontrino non battuto e chiudere. Con conseguenze che sono palesi. 
Certo ci sono i furbi ma non buttiamo il bimbo assieme all'acqua sporca. Il commerciante, l'artigiano, non chiede niente a nessuno rischia di suo con mille svantaggi, se si ammala chiude non va in malattia. 
Piuttosto sarebbe da tutelare questa categoria che si impegna e lavora tutti i giorni non le otto ore, non le nove ore ma spesso tutto il giorno quanto è lungo. E tutto il giorno (e molte volte la notte) si occupa e si preoccupa del proprio lavoro.

Non alimentiamo la caccia alle streghe, l'evasione vera è altrove! Occorre diverso impiego delle forze, soprattutto concentrarsi sui  controlli piu’complessi ad esempio sul versante internazionale, per contrastare la vera evasione ed elusione. Proteggiamo i nostri commercianti ed artigiani che con queste aggressioni decise e di forza ingiustificata, subiscono colpi che ne minano la sopravvivenza. Parliamo di piccole e medie imprese, artigiani  professionisti con le loro relative famiglie, che sono l’ossatura del paese.

Alla prossima.

mercoledì 18 gennaio 2012

Fermosicilia - La Sicilia in rivolta! Perché nessuno ne parla?

La Sicilia grida attraverso la rete, da twitter con gli hashtags #fermosicilia, #forconi a facebook con la pagina del movimento dei forconi ! Ma cosa succede? Da lunedì strade e snodi autostradali della Sicilia sono bloccati da manifestazioni di protesta organizzate dai sindacati degli autotrasportatori e degli agricoltori, sotto la sigla di due neonati movimenti, “Forza d’urto” e “Movimento dei forconi” (un’associazione di agricoltori, artigiani allevatori e pastori); le proteste – che dovrebbero proseguire fino a venerdì – sono organizzate “contro la classe dirigente che ancora una volta vuole farci pagare il conto” e “l’ipocrisia dei nostri politici” ma hanno anche rivendicazioni più concrete relative principalmente all’aumento del costo del carburante (fino a 2 euro al litro!!) e delle assicurazioni. Per il comunicato ufficiale del comitato Forza d'Urto ecco il link .


Sulla rete sono diversi i tentativi di infangare una lotta che nasce dalla gente, ad esemprio voci di legami con il movimento di destra Forza Nuova sono stati smentiti da un comunicato del movimento dei forconi che ribadisce l'apartiticità della protesta: 
"Ma soprattutto il Movimento vuole rivendicare il suo carattere apolitico e apartitico, aperto a tutti i cittadini: “Il Movimento dei Forconi, non è strumentalizzato da nessuna forza politica. Abbiamo più volte detto che il Movimento è APOLITICO E APARTITICO. Certamente non possiamo impedire a nessuno di partecipare chiedendogli la tessera elettorale. Quindi tutte le polemiche strumentali che da ieri vengono riportati sui vari siti, blog e organi di informazione sono false".

Su  Il Corsivo Quotidiano: I video sulla rivoluzione siciliana che non ti permetteranno mai di guardare in televisione..


L'Appunto

Resta aperta la domanda iniziale, perché non se ne parla se non poco e male? Il quotidiano La Padania dedica un importate articolo in prima pagina alla rivolta siciliana, ma è uno dei pochi visto che la maggior parte della carta stampata nazionale più famosa non ne parla se non per menzionare qualche incidente. Perché descrivere la protesta come un'azione dell'estrema destra e quindi da condannare a priori? Sembra quasi che si voglia mettere sotto silenzio questa protesta spontanea e pacifica del popolo siciliano. Ma non vogliamo pensar male perché si fa peccato ...

Intanto la protesta sembra si stia allargando anche alla vicina Calabria con simpatizzanti in tutta la penisola, vedremo come si svilupperà ...

E domenica la grande manifestazione della lega nord a Milano contro il governo dei professori e dei MarioMonti

Alla prossima.

giovedì 8 dicembre 2011

Roberto Benigni da Fiorello. Che pena.

Tante aspettative per Roberto Benigni, l'ospite principale dell'ultima puntata del fortunato show di Fiorello "Il più grande spettacolo dopo il week-end". Il comico è arrivato sul palco meno pimpante del solito per un problema ad un piede, perdendo molto della sua verve basata anche su di una mobilità fulminea e poco convenzionale. Dopo che un emozionato Fiorello si è messo fra il pubblico per lasciare il palco all'attore/regista fiorentino, ci si aspettava uno dei monologhi travolgenti che Benigni ci ha dimostrato più volte di saper fare. Invece nulla. Eloquio balbettante, come se non sapesse cosa dire, parole sconclusionate e sconnesse che avrebbero dovuto attaccare ancora una volta Berlusconi, ma senza mordente, senza uno spunto "alla Benigni". Sembrava costretto a parlare contro Berlusconi ma senza veramente aver qualcosa da dire oltre alle fanfalucche inventate dai media in questi anni. Qualche accenno al PD ma nulla di che, si attendeva qualche battuta su Monti o sulla ministra coccodrillo ma niente, solo inchini a super Mario e bordate insulse a Silvio. Gravissime offese al nord quando lo ha definito invaso da mafia ed organizzazioni criminali, ancora peggio quando ha riesumato la fesseria della Padania che non esiste e del grana padano che non sarebbe sufficiente a dirimere le controversie sull'esistenza della Padania. Uno spettacolo loffio e triste di un comico fuori fase ed imbolsito. Alle soglie della denuncia in molti punti se non fosse che anche il pubblico ha capito il dramma di Benigni costretto come un disco rotto ad attaccare Berlusconi ed il nord che non esiste, infatti scarsi gli applausi e rare le risate. Ma nessuno lo dice perché non è cool (tanto per restare nel tema della serata) contraddire un mostro sacro come il Robberto (non è un refuso) nazionale e soprattutto non è trendy contraddire qualcuno che attacca il "nemico". 

Un Fiorello in evidente imbarazzo ha cercato di spronare Benigni a fare il Benigni ma senza riuscirci, fuori luogo la pur bella canzone "Inno del corpo sciolto" sul finale dell'ospitata.

Riassumendo: serata semi-rovinata dell'ultima puntata dello spettacolo di Fiorello che non è riuscito più a risollevarla dalla noia provocata da Benigni, peccato...un'occasione persa.

Alla prossima.

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