lunedì 27 febbraio 2012

Cambio di direzione per TV, Sorrisi e Canzoni - Aldo Vitali succede ad Alfonso Signorini

Cambio di direzione per TV, Sorrisi e Canzoni, il settimanale fondato nel 1952, si è confermato anche quest’anno come il più letto dagli italiani grazie a una diffusione di 4.398.000 persone, in crescita del 3% sull'anno precedente (dati diffusi da Mondadori).

A partire dal numero in edicola la prossima settimana Alfonso Signorini cede la direzione del settimanale Tv Sorrisi e Canzoni ad Aldo Vitali, attualmente vicedirettore della stessa testata.
Signorini vestirà i panni di direttore editoriale, confermata Rosanna Mani che mantiene la carica di condirettore del magazine.

Aldo Vitali, nato a Milano nel 1957, si è laureato in Lettere all’Università di Firenze. Dopo le prime esperienze professionali, entra nel 1986 nella redazione spettacoli de il Giornale, per poi passare nel 1994 a La Voce e nel 1996 in Walt Disney Italia in qualità di vicedirettore di Topolino. Nel 1999 Vitali diventa vicedirettore di Max e nell’agosto del 2000 condirettore di GQ Italia. Nel 2003 Vitali entra nella redazione di Tv Sorrisi e Canzoni dove assume incarichi di responsabilità crescente, fino al ruolo di condirettore esecutivo che ricopre dal 2008.

Alfonso Signorini resta direttore responsabile del settimanale Chi, che a breve andrà incontro a un significativo restyling.

martedì 31 gennaio 2012

Difendiamo i nostri commercianti ed artigiani dalla caccia alle streghe!

Difendiamo i nostri commercianti ed artigiani dalla caccia alle  streghe!

Come sempre andiamo controcorrente e ne siamo orgogliosi! Ci si riempie la bocca di frasi come staniamo l'evasore che non batte lo scontrino, ma non ci accorgiamo della menzogna nascosta in espressioni come questa. Infatti le imprese sono controllate già con un altro strumento gli STUDI DI SETTORE. Ma pochi sanno cosa siano questi studi di settore che sentiamo ogni tanto. Provo a spiegarlo qui.

Formalmente: Gli studi di settore non sono altro che uno dei metodi a disposizione dell’Amministrazione Finanziaria per porre in atto la propria attività di accertamento, ovvero quel insieme di attività di controllo sulle dichiarazioni e sugli atti utilizzati dal contribuente per l’autodeterminazione dell’imposta da liquidare in modo da determinarne i ricavi attraverso un processo di stima. .

In pratica: Ogni impresa o negozio è collocata in uno specifico "settore" a seconda di ciò che vende o produce. Questi settori a loro volta contengono degli indicatori (riguardanti i processi produttivi (materie prime ad esempio) le infrasstrutture (attrezzature) etc.. che consentono di stimare i ricavi o i compensi presunti di una piccola impresa o di un professionista.  

In sintesi tali elementi producono una serie di parametri, come
  • indice di congruità (ricavi o compensi dichiarati dal contribuente tramite le scritture contabili)
  • indice di coerenza (principali indicatori economici)
  • intervallo di confidenza (rappresentato dal ricavo minimo e dal ricavo puntuale dell'attività)

utilizzati poi dal Fisco per fare una prima valutazione sulla veridicità dei dati forniti dalle imprese. In pratica tramite gli studi di settore il fisco decide quanto deve guadagnare il lavoratore autonomo. 
Tutto bene? In apparenza si, in realtà, da un lato l’artigiano o il professionista che risulta congruo e coerente non avrà grane col fisco e chi non lo sarà avrà multe ed accertamenti a non finire. Il problema sta nella troppa rigidità degli indicatori, che portano molte imprese a dover dichiarare più di ciò che guadagnano realmente, per riuscire a rientrare nei parametri stabiliti dal fisco, con conseguenze che potete ben capire.

Ora ci parlano di scontrini, ma capite bene che le imprese e le famiglie sono già tartassate (come e più degli altri non avendo amortizzatori sociali, come già ricordato non esiste la possibilità di "andare in malattia", non esistono "assegni familiari" etc.), in particolare comunque molte attività nominate in questi giorni in particolare i bar, ristoranti etc. sono soggetti agli Studi di Settore, strumento (come abbiamo visto) già di per sé fantasioso e fuori da ogni realtà economica e sociale (stabiliscono ricavi presunti “gravosi” e quasi sempre incoerenti con la realtà economica). Quinti quindi i controllati non possono a priori essere considerati evasori.

Per concludere vorrei far presente a tutti coloro che parlano di evasione e scontrini che non tutti i commercianti e gli artigiani sono milionari moltissime realtà sono a conduzione familiare e non nuotano nell'oro vuoi per la crisi per la concorrenza di centri commerciali e per il livello di tassazione assolutamente oppressivo. 
Si parla di negozi che guadagnano spesso il necessario per far vivere la famiglia quindi l'alternativa non è fra il battere gli scontrini e non batterli è fra qualche scontrino non battuto e chiudere. Con conseguenze che sono palesi. 
Certo ci sono i furbi ma non buttiamo il bimbo assieme all'acqua sporca. Il commerciante, l'artigiano, non chiede niente a nessuno rischia di suo con mille svantaggi, se si ammala chiude non va in malattia. 
Piuttosto sarebbe da tutelare questa categoria che si impegna e lavora tutti i giorni non le otto ore, non le nove ore ma spesso tutto il giorno quanto è lungo. E tutto il giorno (e molte volte la notte) si occupa e si preoccupa del proprio lavoro.

Non alimentiamo la caccia alle streghe, l'evasione vera è altrove! Occorre diverso impiego delle forze, soprattutto concentrarsi sui  controlli piu’complessi ad esempio sul versante internazionale, per contrastare la vera evasione ed elusione. Proteggiamo i nostri commercianti ed artigiani che con queste aggressioni decise e di forza ingiustificata, subiscono colpi che ne minano la sopravvivenza. Parliamo di piccole e medie imprese, artigiani  professionisti con le loro relative famiglie, che sono l’ossatura del paese.

Alla prossima.

mercoledì 18 gennaio 2012

Fermosicilia - La Sicilia in rivolta! Perché nessuno ne parla?

La Sicilia grida attraverso la rete, da twitter con gli hashtags #fermosicilia, #forconi a facebook con la pagina del movimento dei forconi ! Ma cosa succede? Da lunedì strade e snodi autostradali della Sicilia sono bloccati da manifestazioni di protesta organizzate dai sindacati degli autotrasportatori e degli agricoltori, sotto la sigla di due neonati movimenti, “Forza d’urto” e “Movimento dei forconi” (un’associazione di agricoltori, artigiani allevatori e pastori); le proteste – che dovrebbero proseguire fino a venerdì – sono organizzate “contro la classe dirigente che ancora una volta vuole farci pagare il conto” e “l’ipocrisia dei nostri politici” ma hanno anche rivendicazioni più concrete relative principalmente all’aumento del costo del carburante (fino a 2 euro al litro!!) e delle assicurazioni. Per il comunicato ufficiale del comitato Forza d'Urto ecco il link .


Sulla rete sono diversi i tentativi di infangare una lotta che nasce dalla gente, ad esemprio voci di legami con il movimento di destra Forza Nuova sono stati smentiti da un comunicato del movimento dei forconi che ribadisce l'apartiticità della protesta: 
"Ma soprattutto il Movimento vuole rivendicare il suo carattere apolitico e apartitico, aperto a tutti i cittadini: “Il Movimento dei Forconi, non è strumentalizzato da nessuna forza politica. Abbiamo più volte detto che il Movimento è APOLITICO E APARTITICO. Certamente non possiamo impedire a nessuno di partecipare chiedendogli la tessera elettorale. Quindi tutte le polemiche strumentali che da ieri vengono riportati sui vari siti, blog e organi di informazione sono false".

Su  Il Corsivo Quotidiano: I video sulla rivoluzione siciliana che non ti permetteranno mai di guardare in televisione..


L'Appunto

Resta aperta la domanda iniziale, perché non se ne parla se non poco e male? Il quotidiano La Padania dedica un importate articolo in prima pagina alla rivolta siciliana, ma è uno dei pochi visto che la maggior parte della carta stampata nazionale più famosa non ne parla se non per menzionare qualche incidente. Perché descrivere la protesta come un'azione dell'estrema destra e quindi da condannare a priori? Sembra quasi che si voglia mettere sotto silenzio questa protesta spontanea e pacifica del popolo siciliano. Ma non vogliamo pensar male perché si fa peccato ...

Intanto la protesta sembra si stia allargando anche alla vicina Calabria con simpatizzanti in tutta la penisola, vedremo come si svilupperà ...

E domenica la grande manifestazione della lega nord a Milano contro il governo dei professori e dei MarioMonti

Alla prossima.

giovedì 8 dicembre 2011

Roberto Benigni da Fiorello. Che pena.

Tante aspettative per Roberto Benigni, l'ospite principale dell'ultima puntata del fortunato show di Fiorello "Il più grande spettacolo dopo il week-end". Il comico è arrivato sul palco meno pimpante del solito per un problema ad un piede, perdendo molto della sua verve basata anche su di una mobilità fulminea e poco convenzionale. Dopo che un emozionato Fiorello si è messo fra il pubblico per lasciare il palco all'attore/regista fiorentino, ci si aspettava uno dei monologhi travolgenti che Benigni ci ha dimostrato più volte di saper fare. Invece nulla. Eloquio balbettante, come se non sapesse cosa dire, parole sconclusionate e sconnesse che avrebbero dovuto attaccare ancora una volta Berlusconi, ma senza mordente, senza uno spunto "alla Benigni". Sembrava costretto a parlare contro Berlusconi ma senza veramente aver qualcosa da dire oltre alle fanfalucche inventate dai media in questi anni. Qualche accenno al PD ma nulla di che, si attendeva qualche battuta su Monti o sulla ministra coccodrillo ma niente, solo inchini a super Mario e bordate insulse a Silvio. Gravissime offese al nord quando lo ha definito invaso da mafia ed organizzazioni criminali, ancora peggio quando ha riesumato la fesseria della Padania che non esiste e del grana padano che non sarebbe sufficiente a dirimere le controversie sull'esistenza della Padania. Uno spettacolo loffio e triste di un comico fuori fase ed imbolsito. Alle soglie della denuncia in molti punti se non fosse che anche il pubblico ha capito il dramma di Benigni costretto come un disco rotto ad attaccare Berlusconi ed il nord che non esiste, infatti scarsi gli applausi e rare le risate. Ma nessuno lo dice perché non è cool (tanto per restare nel tema della serata) contraddire un mostro sacro come il Robberto (non è un refuso) nazionale e soprattutto non è trendy contraddire qualcuno che attacca il "nemico". 

Un Fiorello in evidente imbarazzo ha cercato di spronare Benigni a fare il Benigni ma senza riuscirci, fuori luogo la pur bella canzone "Inno del corpo sciolto" sul finale dell'ospitata.

Riassumendo: serata semi-rovinata dell'ultima puntata dello spettacolo di Fiorello che non è riuscito più a risollevarla dalla noia provocata da Benigni, peccato...un'occasione persa.

Alla prossima.

mercoledì 23 novembre 2011

L'Opinione - Ma non c'era la crisi? 2 - Cittadinanza ai figli degli immigrati?


Siccome hanno deciso che con la nascita del governo Monti la crisi ormai è cosa passata ecco nuove tematiche ad occupare i media italiani. L'ultima è la questione della "Cittadinanza ai figli degli stranieri nati in Italia".

Ecco cosa ha dichiarato Napolitano:
"Mi auguro che in Parlamento si possa affrontare la questione della cittadinanza per i bambini nati in Italia da immigrati stranieri" [...] "Negare loro la cittadinanza è un'autentica follia, un'assurdità. Ai bambini nati in Italia in tal modo non viene riconosciuto un diritto fondamentale". Tale iniziativa, secondo il Capo dello Stato, assicurerebbe inoltre nuove energie alla nostra società. Il "Presidente della Repubblica" ha illustrato la questione durante l'incontro con la federazione delle Chiese evangeliche al Quirinale e ha sottolineato che l'iniziativa sulla cittadinanza ai figli di stranieri nati in Italia dovrebbe rientrare nella consapevolezza della necessità di "acquisire anche nuove energie in una società per molti versi invecchiata se non sclerotizzata". 


Veniamo ad alcune considerazioni sulla tematica:
  • E' legittimato un governo tecnico a legiferare su di una materia così importante e delicata? Non sarebbe meglio che fosse un esecutivo politico ad occuparsene? Un governo eletto dai cittadini? Secondo noi la risposta è ovvia. NO. non è questione di cui dovrebbe occuparsi un governo "tecnico" nato con la missione specifica di rispondere ad alcune richieste specifiche pervenuteci dai tecnocrati europei.
  • E' realmente una questione importante oggi? E' rilevante questo tema in un paese sul baratro della recessione? Anche qui la risposta è semplice. NO. Non è un tema rilevante, ci sono problemi che vengono prima.

  • Anzi diremo di più, in un momento come questo tirare in ballo siffatte tematiche altro non fa se non disunire (come se già non lo fosse abbastanza) ancora di più la nazione. Un problema che divide senza possibilità di incontro, sembra quasi un modo per deviare l'attenzione mediatica (anche se probabilmente così non è...). NO. E' un tema che divide e non da nessun contributo alla nazione.
Chiara la reazione di Roberto Maroni: "Io non sono d'accordo" [...] "Nessuna critica all'operato del presidente della Repubblica da parte mia, poi non concordo su queste proposte sulla cittadinanza basata sul principio dello ius soli (diritto di territorio contrapposto allo "ius sanguinis" diritto di sangue), ma questo è un altro discorso". 

Anche noi siamo su questa posizione, non deve essere automatico! Deve essere lasciato loro il diritto di scegliere, una volta raggiunta la maggiore età, se diventarlo o meno. Secondo noi sarebbe giusto concederla su richiesta del ragazzo, al compimento dei 18 anni e dopo un esame. In modo che sia libero di decidere se chiedere la cittadinanza italiana o quella del paese di origine, senza forzature. Così da vivere la scelta del proprio paese come una conquista, un'affermazione di amore per il paese in cui si vive e di rispetto per i doveri che la cittadinanza comporta (non solo diritti). 

E non lo diciamo perché razzisti o xenofobi, ma per un senso di giustizia verso chi è italiano ed ha ottenuto tale privilegio ed i diritti associati ad esso, tramite un percorso storico durato secoli e molte vite sacrificate. Non è aumentando il numero degli italiani di nome che si farà l'Italia, ma creando una coscienza italiana comune.  



Cittadinanza, la legge c'è ecco cosa dice:

Oggi la cittadinanza italiana èbasata principalmente sul cosiddetto "ius sanguinis" (diritto di sangue), in base al quale il figlio nato da padre italiano o da madre italiana è automaticamente italiano. La materia viene regolata attualmente dalla legge 5 febbraio 1992, n.91.
Prevista in alcuni casi dalla legge anche l'acquizione "iure soli" (diritto di territorio). La cittadinanza italiana può essere concessa "per matrimonio", in presenza di alcuni requisiti. 
Quanto alla residenza, la cittadinanza può essere concessa allo straniero che risiede legalmente da almeno dieci anni sul territorio italiano; allo straniero il cui padre o madre o uno degli ascendenti in linea retta di secondo grado sono stati cittadini per nascita o nato nel territorio della Repubblica e, in entrambi i casi, vi risiede legalmente da almeno tre anni; allo straniero maggiorenne adottato da cittadino italiano che risiede legalmente nel territorio italiano da almeno cinque anni successivamente all'adozione; allo straniero che ha prestato servizio, anche all'estero, per almeno cinque anni alle dipendenze dello Stato italiano; al cittadino di uno Stato Ue se risiede legalmente da almeno quattro anni nel territorio italiano; all'apolide o al rifugiato che risiede legalmente da almeno cinque anni. (brano tratto da tgcom).



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Alla prossima.


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